A casa sul divano, al bar davanti ad un caffè o allo stadio con delle patatine in mano, sullo schermo del proprio cellulare e del tablet.

Il nostro modo di guardare lo sport è cambiato e continuerà a cambiare nel tempo. Negli anni a venire, grazie alle nuove tecnologie, il rapporto con il tennis, il calcio, i motori e le altre discipline sportive è destinato a essere nuovamente rivoluzionato. Il tutto grazie alla realtà virtuale. È un cambiamento che ci permetterà di interagire con le squadre che amiamo e con i nostri campioni del cuore, di vivere a 360 gradi ogni partita ed evento sportivo. Attualmente, grazie alle dirette in streaming, alle applicazioni e ai vari social network il nostro modo di seguire un evento sportivo è molto diverso rispetto a dieci anni fa. Oggi possiamo guardare una partita di calcio e commentarla in diretta su Twitter, Instagram o Facebook con gli altri appassionati, possiamo postare link ed immagini a fine partita o fare pronostici prima dell’inizio e condividerli online. Oppure ancora possiamo ricevere in tempo reale tutte le statistiche dell’incontro grazie alle applicazioni per smartphone.

La progressiva diffusione dei visori ha dato il via a un’altra svolta nelle nostre abitudini di seguire le competizioni sportive. Potremo guardare la partita dalla prospettiva dell’allenatore in panchina, entrare in campo con un giocatore per le azioni più salienti, sostituirci nel momento di battere rigori e punizioni. Immaginiamo di poter salire in sella con Valentino Rossi e guardare dalla sua prospettiva ogni curva della MotoGP.

Al momento non sono ancora così tante le persone che utilizzano abitualmente dei visori, ma ben presto le cose potrebbero cambiare, anche perché i costi per un visore stanno calando velocemente. Secondo diverse indagini di mercato, entro il 2020 quello dei visori VR sarà un mercato da oltre 30 miliardi di dollari.

Dal 2015 l’NBA ha lanciato il proprio progetto per l’adozione della realtà virtuale, con telecamere a 360 gradi posizionate al bordo del campo di gioco, questo ha permesso agli abbonati della NBA League Pass di vedere una partita in realtà aumentata alla settimana.

Da anni gli allenatori usano i video e le riprese di allenamenti e partite per far capire ai propri giocatori dove sbagliano. Nel calcio, per esempio, sono numerose le squadre che usano le immagini estrapolate dalle riprese di droni per aggiustare i movimenti della difesa o dell’attacco. L’allenatore, in futuro, consegnerà al giocatore dei video da visualizzare tramite un visore per la realtà virtuale. L’atleta riguarderà in prima persona i propri errori e potrà capire al meglio dove deve migliorarsi. Negli sport di contatto, per esempio nel campo del football americano, i visori servono per simulare azioni ad alto rischio di infortunio fisico come i placcaggi: i giocatori studieranno i movimenti, ma eviteranno degli infortuni in allenamento.

La grande novità arriva dal matrimonio tra gli eSports e il ciclismo. La Zwift, una start-up della California nata nel 2014, ha fondato la Kiss Super League: un utente collega i rulli a un computer, si connette ad un’apposita app e con il suo personaggio avatar potrà pedalare nei luoghi più disparati, sfidando gli altri giocatori ugualmente connesso. L’azienda ha riprodotto percorsi reali, come quello degli ultimi Mondiali di Innsbruck, così da garantire ai giocatori un’esperienza dura e coinvolgente al tempo stesso. Come riporta la Gazzetta dello Sport, Zwift ha annunciato un finanziamento di 120 milioni di dollari da investire negli eSports e ha presentato nella capitale inglese il primo campionato di ciclismo virtuale. Vi prenderanno parte squadre professioniste: spicca la Hagens Berman Axeon di Axel Mercxk, il team Wiggins e la Dimension Data under 23. Ogni formazione sarà composta da 8 ciclisti, quattro si affronteranno in ogni round.

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