Il capolavoro bianconero

Quando si parla di sport di squadra, in questo caso di squadra vincente, il successo è figlio di più protagonisti che in maniera integrata hanno saputo realizzare un vero e proprio capolavoro.

Rispetto alle premesse con cui la Juve è partita ad inizio stagione si può realmente parlare di impresa: una rosa priva di leader come Pirlo, Vidal e Tevez; nuovi giocatori che avevano tutto da dimostrare; diversi infortuni importanti che hanno creato problemi durante le prime partite; ed una fisiologica pancia piena derivante da quattro scudetti consecutivi. La sconfitta fuori casa contro il Sassuolo e le parole di capitan Buffon in sala stampa: “A 38 anni non ho voglia di fare figure come quella di stasera, figura da pellegrini. Siamo al 14° posto, pensiamo al Derby e a raggiungere il 13°”; insieme alla vittoria nel Derby contro il Torino la partita successiva, costituiscono forse il momento di svolta da cui la squadra è tornata a fare la Juve.

Se si provasse a riassumere schematicamente i tratti salienti di questa impresa ecco gli aspetti più importanti:

Società

Criticata per le cessioni, ha avuto ancora ragione con gli acquisti della scorsa estate, che sono stati fondamentali per il raggiungimento di questa Impresa, e ha saputo supportare al meglio l’allenatore e le sue scelte.

Guida e gestione

Rispetto alla squadra forse un po’ meno celebrato, ma ancora una volta pesa la mano del tecnico bianconero, che ha saputo smorzare i toni sia nel primo periodo di crisi che nel successivo periodo che si è avvicendato, mantenendo sempre alta tensione e concentrazione; ma soprattutto ha sfruttato al massimo il potenziale di una squadra che ad inizio stagione era da ricostruirsi a livello tattico e mentale.

Mentalità

Se ti chiami Juventus devi vincere sempre e dappertutto. Per chi non era abituato a ragionare con una logica che proietta allenamenti e partite in funzione di una performance eccellente e soprattutto costante, è necessario un percorso che richiede tempo, tempo che è stato progressivamente velocizzato dalla forte presenza di società, allenatore e senatori.

Leadership

Parliamo di leader in campo. Josè Mourinho sosteneva che la forza di una squadra dipende dalla sua spina dorsale, una linea che partendo dal portiere passa per difensore centrale, centrocampisti e attaccante. La spina dorsale della Juventus, a grandi linee, è costituita da Buffon, Bonucci, Khedira, Pogba e Dybala. Di Buffon e Bonucci non stiamo neanche a parlarne. Per quanto riguarda Pogba, ad inizio stagione ha fatto la differenza negativamente il carico di responsabilità messo sulle sue spalle: numero 10, sostituisce emotivamente la mancanza di Pirlo e Tevez e l’opinione pubblica gli chiede di prendere per mano la squadra. Il salto di qualità a livello di performance è avvenuto proprio quando si è scrollato queste responsabilità di dosso, trovandosi in un contesto che gli permetteva di giocare serenamente, ed è lì che abbiamo ritrovato quel giocatore la cui stazza fisica e caratura tecnica fa la differenza nelle due fasi di gioco, supportato dalla presenza fondamentale di Khedira, non presente all’inizio della stagione per problemi fisici, ma che una volta rientrato ha dato equilibrio. Non è un caso infatti se con lui in campo la Juve non abbia mai perso. Lì davanti il leader inaspettato. Un giovane arrivato da Palermo che partendo in punta di piedi ha fatto parlare le statistiche: ha segnato infatti alle prime cinque squadre in campionato risultando decisivo. Parlando di loro non si può comunque escludere gregari, sostituti o giocatori che hanno efficacemente portato il loro supporto: la prova di Morata sulla azione del secondo gol a Monaco e fino alla sostituzione nel secondo tempo è stata incisiva, il gol vittoria di Cuadrado nel derby della svolta, il gol di Zaza nella partita di ritorno contro il Napoli.

Perché si. Si tratta di vera e propria impresa, se consideriamo le premesse con cui questa squadra è stata bollata ad inizio stagione. Una vittoria che ha evidenziato i valori di uomini e tradizione che sono stati in grado di ribaltare una sentenza apparentemente già scritta. Onore alla vecchia signora.

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