Il cholismo come modello di piccola impresa

Davide contro Golia. O forse se si considerasse il campionato spagnolo nella sua interezza dovremmo dire Davide contro Davide, cioè Barcellona contro Real Madrid, le due squadre che si contendono più di due terzi delle edizioni dei campionati in quasi 90 anni di storia della Primera Divisiòn spagnola.

In ordine di tempo, dopo Real Sociedad e Valencia nei primi anni duemila, è l’Atletico Madrid a lottare tra i giganti, da quasi cinque anni, cioè da quando tra le file dei colchoneros arrivò in panchina Diego Pablo Simeone, vecchia conoscenza del calcio italiano soprannominato “Il Cholo”.

Dal lato anti-blancos di Madrid non girano tanti milioni, e non hanno la tradizione dei cugini o del Barcellona; i giocatori forti per esigenze economiche partono quasi sempre, ma ogni volta i rimpiazzi e la riorganizzazione della squadra è sempre vincente e permette all’Atletico di lottare tra le due grandi. Come è possibile una performance così duratura nel tempo in queste condizioni? Se lo è chiesto anche Harvard: la prestigiosa università ha pubblicato un saggio che analizza il suo modello di gestione del gruppo, ribattezzato “cholismo”, e declinandolo in chiave business  viene proposto come modello ideale e punto di forza per una piccola impresa che voglia entrare in un mercato già dominato da grandi aziende.

Non si può combattere con le stesse armi dei grandi, ma è fondamentale il raggiungimento di obiettivi ambiziosi programmati nel breve periodo, in grado di competere con gli obiettivi delle grandi imprese focalizzate invece sul lungo periodo. Lo scopo è quello di mirare ad una strategia che punta “all’ eccellenza operativa nel breve periodo e che le permetta di competere nei mercati dominati da grandi aziende”.

Così come descrive un puntuale articolo di Eurosport che racconta questa vicenda, i punti di forza su cui si avvale il cholismo sono:

  • focalizzarsi sulle risorse a disposizione nel breve periodo;
  • rinnovare e sviluppare il talento in maniera costante e continua;
  • creare gruppi motivati che siano integrati e allineati ai valori-base della società;
  • adattarsi in continuazione ai cambiamenti di scenario.

Ma non è tutto. Una strategia simile ha inoltre bisogno di essere condivisa e pienamente accettata dal gruppo intorno a lui, fino a che questa diventi anche la loro filosofia e mentalità. Tutto questo ha richiesto da parte del Cholo straordinarie capacità di:

  • identificazione dei punti forti e deboli di ogni componente del gruppo;
  • dare un obiettivo chiaro partita per partita;
  • padroneggiare le tecniche di comunicazione;
  • essere preparato a comprendere e adattarsi alle differenze individuali con grande velocità.

Questa strategia sul breve periodo, deve essere quindi sostenuta dalle azioni motivazionali dei leader dell’impresa. È possibile competere con i più grandi solamente raddoppiando gli sforzi e la dedizione al lavoro, una filosofia che Simeone trasmette quotidianamente ai propri giocatori in allenamento.I risultati sul campo sono noti a tutti: al di là dei trofei vinti, Simeone ha saputo valorizzare giocatori talentuosi poco noti attraverso sostegno e cultura del lavoro.

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