L’allenamento senza competizioni ha senso?

Se cerchiamo di rispondere alla domanda cos’è lo sport ognuno di noi metterà la propria visione e verrebbero fuori tantissime risposte diverse.

Solitamente l’atleta agonista è colui che si allena con una certa frequenza e intensità per prepararsi a delle competizioni, ma non sempre questo accade.

Ci sono casi in cui i ragazzi decidono di voler continuare a fare lo sport che già praticavano senza però avere la pressione delle competizioni.

La conseguenza di questa scelta è che viene a mancare il momento della verifica di quello che uno ha appreso, il momento in cui giochi le tue carte e mostri a te stesso e agli altri cosa sai fare. Questo, a lungo andare, avrà delle ricadute a livello di impegno e di motivazione oltre che sull’intensità dell’allenamento.

Lo sport in questo caso diventerebbe un mero passatempo, né più né meno dell’andare in palestra un paio di volte la settimana (senza nulla togliere alla palestra). Con questo non si vuol dire che non vada fatta una scelta del genere, ognuno in base a innumerevoli variabili dovrebbe scegliere quello che lo fa stare meglio in quel momento.

Le competizioni d’altra parte sono un aspetto fondamentale dello sport, ci si allena per migliorare e prepararsi a una determinata gara/partita, si fanno le programmazioni annuali o quadriennali per arrivare a raggiungere un certo obiettivo. Di per sé la competizione dovrebbe essere vista come un momento bellissimo di confronto con se stessi e con gli altri per verificare il proprio miglioramento e per lasciar fluire la passione che si ha per lo sport.

A volte però le competizioni vengono vissute con eccessiva ansia e con aspettative di risultato troppo elevate che rendono le gare un evento stressante e non un evento stimolante.

Inoltre a questo si può aggiungere il fatto che, se non si è particolarmente dotati, potrebbe succedere di non portare a casa una medaglia con l’eventuale delusione che potrebbe seguire. 

Quello che si può fare per prevenire l’abbandono delle competizioni come allenatori è:

  • creare un clima di lavoro adatto all’età dei bambini e alle loro caratteristiche come atleti
  • spronarli a dare il massimo e a migliorarsi sempre di più
  • portare l’attenzione dell’atleta alla prestazione più che al risultato
  • incentivare il confronto con se stessi e non con gli altri
  • vivere come allenatori le gare in maniera serena e positiva
  • far fare delle gare adeguate al livello degli atleti in maniera da potersi togliere delle soddisfazioni

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