“Spesso assaporiamo un senso di trascendenza, come se i confini tra sé si fossero improvvisamente espansi. Il marinaio si percepisce un tutt’uno con il vento, la barca e il mare. Il cantante avverte una sensazione di armonia universale. In quei momenti la consapevolezza del tempo scompare, le ore sembrano volar via senza che ce ne si accorga. Questo stato di coscienza è ciò che di più vicino alla felicità possiamo immaginare

Questo è ciò che Csikszentmihalyi descrive come l’esperienza di Flow.
Se ti è capitato almeno una volta di essere totalmente immerso/a nell’attività che stai facendo, per esempio quando corri, nuoti o leggi, senza rendertene conto, sai di cosa sto parlando… capiamo insieme che cos’è!

Cos’è il Flow?

Il termine Flow ha assunto nel tempo diversi termini, alcune volte si parla di “flusso”, altre di “stato di esperienza ottimale” e così via ma, nello specifico, possiamo definirlo come uno stato psicologico che si sviluppa a partire da un completo coinvolgimento delle proprie risorse attentive sull’attività (che si sta svolgendo in quel momento), in condizioni di equilibrio percepito tra le difficoltà del compito e le proprie abilità individuali.

Il Flow rappresenta la modalità predisponente per poter raggiungere uno stato di funzionamento ottimale che aumenta di conseguenza la probabilità di una prestazione eccellente.  

Concentrarsi su di esso e sulle condizioni che ne sono alla base, permette di aumentare una condizione psicofisica idonea per performare al meglioQuesto stato permette di esperire, non solo emozioni positive e felicità, ma include anche il coinvolgimento in azioni che richiedono impegno e soddisfazione nel migliorare le proprie capacità.

E come si raggiunge il Flow?

Il Flow è un costrutto multidimensionale e con l’aiuto di uno psicologo dello sport si può raggiungere, focalizzando l’attenzione in 9 diverse dimensioni quali:

  1. Equilibrio tra sfide e abilità: Percezione di equilibrio tra le sfide del compito e le abilità possedute dall’atleta;
  2. Unione tra azione e coscienza: Totale coinvolgimento nell’azione;
  3. Mete chiare: Obiettivi ben delineati;
  4. Feedback immediati: Capacità di cogliere riscontri positivi e immediati;
  5. Concentrazione sul compito: Focalizzazione sul compito;
  6. Senso di controllo: Percezione che nulla possa andare male;
  7. Perdita di autoconsapevolezza: l’individuo si fonde totalmente con l’attività;
  8. Destrutturazione del tempo: Sensazione che lo scorrere del tempo sia alterato, rallentato o accelerato;
  9. Esperienza autotelica: Esperienza piacevole e di benessere collegata alla motivazione intrinseca.

Ecco i motivi per cui è importante allenarlo!

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