Il lato oscuro dello sport: la vigoressia, quando allenarsi non è più un piacere

Vigoressia

Oggi vogliamo proporvi un articolo scritto dalla Dottoressa G. Bonizzoni, insieme ad alcune colleghe.

Vigoressia, un termine ai più sconosciuto, ma che ricorda un altro tipo di “disturbo”, assai noto, l’anoressia. In effetti, entrambi hanno a che fare con la percezione legata al proprio corpo e con ideali di perfezione, a cui spesso l’individuo  tende. Il mio, e delle mie compagne di studi, interesse sulla tematica nasce da un corso svolto all’Università, sulla psicologia declinata al benessere. Quest’ultimo può intendersi, a livello psicologico, come stato in cui l’individuo è in grado di sfruttare le sue capacità cognitive o emozionali per rispondere alle esigenze quotidiane di vita e dalla capacità di stabilire relazioni soddisfacenti adattandosi costruttivamente alle condizioni esterne ed a confini interni. La domanda potrebbe essere, ma quali sono i criteri usati per giudicare positivamente la propria vita? Le norme sociali, nei secoli dei secoli, hanno sempre influenzato tale valutazione. Tali norme, non influenzano solamente comportamenti culturali, sociali ed educativi, ma anche estetici. In particolar modo, le norme estetiche sono state associate prevalentemente alla figura femminile, ma negli ultimi tempi anche la figura maschile ne risulta intaccata. Il corpo maschile a cui oggi si tende, “l’ideale”, corrisponde ad un corpo muscoloso ed atletico. E’ proprio qui che la vigoressia si insedia, trovando un “terreno fertile”. La continua ricerca di un corpo perfetto, statuario, porta poi all’ossessione e può sfociare in un vero e proprio disturbo. Ad oggi non esistono “vigoressici”, dal momento che non è stata ancora annoverata all’interno del DSM IV e non può dunque considerarsi una diagnosi a tutti gli effetti. E’ importante però iniziare a conoscerla, esplorarla, poiché il fenomeno, seppur ancora controverso e sconosciuto, sembrerebbe essere in crescita tra  giovani e meno giovani (fascia 20-35 anni c.a).

La definizione formulata da Pope e colleghi, descrive la Vigoressia come: “alterazione del comportamento di una persona che dedica la maggior parte del suo tempo ad incrementare la sua muscolatura e plasmare il suo corpo in conformità con determinati standard sociali (EdiPsykè, 2003)”.

L’intento di questo breve articolo è voluto essere quello di portare alla luce una problematica complessa e sconosciuta; le stesse persone che presentano alcuni sintomi possono misconoscere il loro l’effettivo stato di salute, nonché di disagio. La speranza è che l’informazione sulla tematica possa essere potenziata, cosicché le persone possano chiedere aiuto e stare meglio.

In conclusione, si vuole sottolineare l’importanza di scegliere lo sport soggettivamente più adatto, poiché uno sport molto lontano dalla nostra personalità potrebbe divenire particolarmente alienante e alimentare disagi. Per questo, è importante saper scegliere tra fisicità e personalità, fino al raggiungimento dell’agognato equilibrio tra le due. Perché lo sport, se “preso nella giusta dose”, è una delle fonti di reale benessere psichico, oltre che fisico.

Dott.ssa Giulia Bonizzoni

Viene quindi da chiedersi quale sia lo sport più adatto ad ognuno di noi, ed è qui che entra in gioco l’importanza, durante l’infanzia, della sperimentazione e dell’esplorazione sportiva, ma di questo ne parleremo con calma più avanti.

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