Uno dei modi in cui è possibile comunicare le proprie emozioni è attraverso il corpo e nello sport, in particolare, può essere utile mascherarle per non essere sconfitti dall’avversario.

Il nostro comportamento veicola parecchie informazioni sullo stato emotivo personale e le nostre emozioni vengono colte facilmente dagli altri, proprio per questo è fondamentale, nel contesto sportivo, trarne un vantaggio competitivo. A tale proposito, alcuni comportamenti non verbali sottomessi risultano essere estremamente disfunzionali, dal momento che possono favorire un incremento della fiducia nell’avversario, con un susseguente aumento della carica agonistica da parte di quest’ultimo.

La comunicazione, inoltre, permette alle persone di trasmettere informazioni. In uno studio sulla comunicazione di sentimenti ed atteggiamenti di Mehrabian del 1972, sono stati sperimentalmente distinti tre diversi livelli comunicativi con percentuali specifiche al caso analizzato:

  1. VERBALE: le informazioni vengono trasmesse attraverso le parole, questa parte costituisce il 7% della comunicazione.
  2. PARAVERBALE: si riferisce agli aspetti legati al tono, ritmo e al volume della voce e costituisce il 38% della comunicazione.
  3. NON VERBALE: si riferisce ai movimenti come le espressioni del volto, la propria postura, la gestualità. Essa costituisce il 55% della comunicazione.

I nostri comportamenti dunque forniscono, senza l’aiuto delle parole, molte informazioni riguardanti il nostro stato interiore. La comunicazione non verbale assume un valore, forse, ancora più importante in ambito sportivo; è importante essere consapevoli del messaggio che si sta veicolando.

Philip Furley e Geoffrey Schweizer hanno elaborato e condotto uno studio in cui ai partecipanti: bambini tra i 4 e gli 8 anni, pre-adolescenti tra i 9 e i 12 anni e adulti, sono stati mostrati dei video relativi a competizioni sportive di ping-pong. I giocatori erano muti e il risultato delle gare era oscurato. Il compito dei partecipanti alla specifica ricerca era quello di indicare chi era in svantaggio e indicare se di tanto o di poco. I risultati che ne derivarono mostrarono alti livelli di precisione. Successivamente, nelle stesse condizioni, gli studiosi hanno mostrato ai partecipanti alcuni video riguardanti competizioni di pallamano. Questa volta il confronto era tra due diversi gruppi: esperti di pallamano e non esperti. Entrambi i gruppi mostravano un alto grado di accuratezza, riuscendo a precisare quale squadra fosse in svantaggio e di quanto, a prescindere dalle conoscenze possedute su tale sport.

Il linguaggio del corpo che comunica le emozioni

L’assunzione di determinate posture o di particolari espressioni è in grado di modificare l’umore, rendendolo più positivo o più negativo. Quando le persone sono tristi, con un umore negativo, tendono a mettersi con le spalle curve e chiuse, con la testa e lo sguardo verso il basso. Al contrario, persone con un umore più positivo tendono a stare a spalle alte e aperte, testa e sguardo verso l’alto ed espressioni facciali di sicurezza e determinazione. Un importante studio sulle espressioni facciali è stato condotto da Strack, Martin e Stepper. In questa ricerca il compito dei partecipanti era quello di esprimere il loro parere sull’umorismo di una serie di vignette: a un gruppo di partecipanti è stato chiesto di fare la prova con una penna tra i denti, all’altro è stato chiesto di svolgere il compito con una penna appoggiata tra le labbra. I partecipanti che tenevano la penna tra i denti giudicavano le vignette come più divertenti rispetto ai partecipanti che tenevano la penna tra le labbra, ecco perché si è teorizzata l’ipotesi del feedback facciale. In questo caso, le persone con la penna tra i denti sembravano sorridere; di contro, i partecipanti con la penna tra le labbra sembravano più accigliati. I risultati di questo studio dimostrano, quindi, come non siano solo le emozioni a determinare il linguaggio non verbale, ma quest’ultimo, a sua volta, sia in grado di influenzare positivamente o negativamente le emozioni della persona.

Qualche suggerimento

Se durante una gara il risultato non è a vostro favore, è importante riuscire comunque a mascherare il linguaggio del corpo sottomesso, affinché non sia percepibile all’avversario. Non solo durante, ma anche prima della partita è importante assumere una postura di dominanza. Quest’ultima avrà un effetto positivo, non solo a livello mentale, ma avrà anche un importante effetto sul vostro avversario!

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *