Il mio sport è diverso dal vostro!

È uno dei primissimi weekend di primavera, un bellissimo sabato che ad un istruttore trasmette voglia di stare sui campi di gioco a osservare bambini che giocano e si divertono inseguendo un pallone per ore e ore, dopo la partita della propria squadra. Oggi la partita di “campionato” PRIMI CALCI 2008 non si gioca in casa, è un grande giorno, si affronta in trasferta la squadra che non perde mai, che ti mette in soggezione solo guardando il completino da gara (noi giochiamo con le maglie a maniche corte da settembre). Riscaldamento con il gioco del Mago di Ghiaccio e che abbia inizio la partita.

Non credo di aver mai visto dei bambini di 9 anni così motivati e perfetti allo stesso tempo, un vero spettacolo, e i “miei” polli riescono a segnare due gol. Si inizia a percepire un brutto clima intorno al campo e nella zona della panchina avversaria. “Ma state a casa invece di venire qui a perdere tempo!!”, non faccio in tempo ad elaborare questa frase detta dall’istruttore avversario ai propri allievi, che devo subito preoccuparmi dell’incolumità dei bambini in campo/panchina perché “Nel primo tempo il mister avversario ha calciato via la palla con cui stavamo giocando, perché era arrabbiato!”. Queste non sono parole mie, sono di Gabriele, ho chiesto ai bambini presenti di scrivermi una letterina con le loro impressioni. Finisce il primo tempo, fortunatamente senza altri episodi.

Il secondo e terzo tempo trasformano una partita di calcio giovanile in una corrida, la disperata ricerca della vittoria da parte della squadra di casa ha acceso il tifo stile ultras dei genitori e la conseguente aggressività in campo dei “giocatori”. Il tutto condito dall’istruttore avversario che si trasforma in direttore di gara prendendosi il lusso di chiamare falli e annullare gol a suo piacimento (per chi non lo sapesse, fino agli 11 anni è previsto l’auto-arbitraggio, che dovrebbe rendere il bambino autonomo nella capacità decisionale). “Non mi sono divertito per colpa dell’allenatore avversario e dei genitori, non per colpa dei bambini avversari” Tommaso e Lorenzo hanno avuto l’occasione di osservare tre padri a un metro di distanza che esultavano come dei matti in campo per il gol del 3 a 3. Risultato finale.

“Per la prima volta alla fine della partita ero davvero arrabbiato! Non mi sono divertito nel vedere i miei compagni piangere” Tommaso e Morgan, sono quei bambini che non riesci ad immaginare arrabbiati o tristi, eppure anche loro hanno sofferto quel sabato l’impertinenza e la spacconeria degli adulti avversari.

L’esempio riportato in questo articolo è solo una microscopica parte di ciò che succede sui campi di calcio dal lunedì alla domenica. Che cosa stiamo sbagliando? Non spetta me a dirlo, ma un maggiore controllo delle istituzioni sui campi e l’obbligo di istruttori qualificati nelle società sportive potrebbe migliorare la situazione. Stiamo parlando di bambini che dovrebbero vivere questo sport come Marco “Io gioco per divertirmi e imparare.”

Ringrazio Francesco, Marco, Tommaso, Lorenzo, Pablo, Tommaso e Morgan perché non avrei saputo usare parole migliori delle loro. Sono molto fiero degli 84 bambini che ho la fortuna di allenare, lavorando assieme a persone preparate con un grande atteggiamento verso i bambini, perché dal primo all’ultimo hanno una grande voglia di IMPARARE a GIOCARE.

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