Il più piccolo NON porta le borracce!

“With the 7th pick in the 2009 NBA Draft the Golden State Warriors select… STEPHEN CURRY, from Davidson College”.
Così David Joel Stern, il commissario NBA, il 25 giugno 2009 annunciò la scelta della squadra di Oakland.
In California ci furono pareri contrastanti:
“Ragazzi! Suo padre e suo fratello sono (ex)cestisti professionisti, questo ragazzo ha il basket nel sangue. E poi è nato ad Akron, sarà cresciuto con il mito di King Lebron James!”
“Sì ok! Ma quanto è leggero? Pesa solo 82 kg, non reggerà l’urto con le difese della lega!”

Steph durante la sua prima stagione fece vedere che le qualità per giocare le possedeva, ma Golden State chiuse la stagione con 26 vittorie e 56 sconfitte, senza l’opportunità di raggiungere i playoff. Nelle due stagioni successive dovette lottare con una serie di infortuni alle caviglie, anche in questo caso niente playoff per Golden State.
Durante questi anni cupi la franchigia di Oakland intanto ebbe l’ottima idea di costruire una squadra inserendo gradualmente dei giovani talentuosi come Klay Thompson, Harrison Barnes e Draymond Green.

I risultati arrivarono! Curry miglior marcatore della squadra e 47 vittorie che significano finalmente playoff, anche se poi verranno successivamente eliminati da San Antonio (finalisti contro Miami) nella semifinale della western conference.
Nel 2013 firma per Golden State Andre Iguodala, uno dei migliori difensori della lega, Curry continua a migliorarsi e chiudono la regular season con 51 vittorie, ma manca ancora qualcosa, e vengono eliminati nel primo turno dei playoff in gara 7 dai Clippers.
La decisione fu tragica, venne licenziato il capo allenatore, al suo posto Steve Kerr. Chi?? Il commentatore delle partite per la TNT e la CBS? Quello che commenta anche nel videogioco NBA?? Sì, però quell’uomo ha vinto in carriera 5 anelli, di cui 4 consecutivi, ha giocato con Michael Jordan e ha fatto vincere il primo titolo NBA a San Antonio con Gregg Popovich come capo allenatore.

La stagione successiva la guida di Kerr e Curry sono una combinazione fatale per gli avversari, il coach riesce a trasmettere al ragazzo la mentalità giusta. Hanno qualcosa in comune, ad esempio anch’egli arrivò in NBA come Steph, gracile (pesava meno di 80kg), destinato ad essere uno dei tanti bianchi schiacciati dalla strapotenza fisica degli afroamericani.
Curry diventa finalmente dominante (dal latino domĭnus: PADRONE). A 26 anni diventa il giocatore più giovane a segnare 1000 triple in carriera, chiude la stagione con il 44% dal tiro da 3, i Golden State Warriors stabiliscono il record di 67 vittorie e 15 sconfitte, Curry viene eletto MVP della stagione regolare, infrange il record di triple nelle finals NBA e vince il primo anello della sua carriera ai danni del suo concittadino LeBron.

Basta possedere le migliori mani fatate della Lega? Steph non la pensa così, infatti il suo allenamento coinvolge molto le sue capacità cognitive (percezione, attenzione, osservazione, comprensione, memoria, creatività, capacità di scelta ed elaborazione di strategie). Come le allena e come si domina senza uno strapotere fisico? Tramite un congegno di luci LED di diverso colore, queste si accendono ad intermittenza e inducono Steph ad agire e adattarsi alla situazione il più rapidamente possibile, poi le sue mani fanno il resto. Riducendo tempi e spazi, l’obiettivo diventa quello di ottenere molto, ma con poco dispendio energetico e mentale. Curry non è il Super Atleta che schiaccia, stoppa e prende rimbalzi. Il suo dominio è mentale, sa prendere la decisione giusta al momento giusto, è un giocatore pensante.
Steph Curry ha cambiato le “regole” (non scritte) dello sport. Il più piccolo NON porta le borracce!

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