Il rugby Subacqueo: uno sport in 3D

Tutti gli sport col tempo evolvono e cambiano ma anche di nuovi ne appaiono, nati casualmente o il più delle volte come esercizio per un altro sport o variante, come è stato per il beach volley e tanti altri. In questo articolo illustreremo il Rugby subacqueo che prende elementi di vari sport per crearne uno totalmente innovativo e unico rispetto agli altri.

La novità del rugby subacqueo, infatti, sta nel fatto che è l’unico sport di squadra che si svolge in tutte e tre le dimensioni e non in un campo “bidimensionale”.

Ci sono varie leggende sulla nascita del Rugby subacqueo, si dice persino che nacque in Kenya quando, per la noia, alcuni marinai delle navi della marina francese attraccate per molto tempo, iniziarono a giocare sott’acqua con delle noci di cocco.

Più probabilmente invece si iniziò a giocare in Germania come esercizio dei club di sub che non potendo immergersi in mare per il freddo, per allenarsi e mantenere la giusta confidenza acquatica iniziarono a giocare in piscina a una sorta di Rugby subacqueo. La palla inizialmente era una palla da pallanuoto riempita di acqua salata cosi che stesse a fondo, le dotazioni per ogni giocatore erano le classiche dei sub, maschera, boccaglio e pinne, senza bombola ma in compenso una cuffia da pallanuoto con la protezione per le orecchie. Sul fondo vennero messi due canestri al posto della meta del rugby e per delimitare la metà campo una rete da pallavolo ma sul fondo.

Col tempo si sono stabilite le regole, scomparve la rete di metà campo, le dimensioni fisse del campo (8-12 x 12- 18 con profondità dai 3 ai 5 metri) e della palla, e con la creazione delle federazioni apparvero i primi tornei e campionati ufficiali.

Lo scopo del gioco è quindi inserire la palla nel canestro subacqueo che vale un punto chiamato gol, alla ripresa del gioco la squadra che ha subito gol inizia col possesso palla.

Si gioca in 12 giocatori di cui 6 in acqua attivi e 6 fuori in panchina. I tempi ufficiali sono 2 da 12 minuti ma possono cambiare in base alla federazione e al torneo.

Il gioco è molto fisico e tutti i contatti fisici sono concessi, purché non siano per far male all’avversario o calci per allontanarlo o colpi antisportivi. Le uniche regole riguardano il non poter toccare né l’attrezzatura né il costume degli avversari e la fuoriuscita della palla dall’acqua. Quest’ultimo aspetto rende unico il rugby subacqueo infatti l’azione si può svolgere lungo il campo planare a cui siamo abituati in tutti gli sport ma anche lungo la profondità, questo rende più interessante e difficile la collaborazione tra i giocatori della stessa squadra e la gestione della difesa.

A complicare ulteriormente l’organizzazione tattica, oltre alle tre dimensioni, è che tutta l’azione di gioco viene effettuato in apnea e quindi, oltre a un buon allenamento c’è bisogno di tener conto che non sempre tutti i giocatori in acqua possono essere attivi in gioco o comunque che a turno debbano uscire a prendere aria.

Esistono quattro ruoli nel rugby subacqueo, il primo e più importante è il portiere che non si allontana mai dall’area vicino al proprio canestro; può farlo appoggiandosi con la schiena al canestro, senza mettere nessuna parte del corpo all’interno, è quello che ha più doti di apnea della squadra e di prestanza fisica notevole per non essere spostato dagli attaccanti dell’altra squadra.

Il centrale è il giocatore più dinamico della squadra, partecipa agli attacchi in posizione centrale e si affretta a tornare per dare il cambio al portiere in caso di azione difensiva senza esserne attivo. I difensori devono rimanere per lo più nella loro metà campo a difendere, scansando di forza gli attaccanti avversati cercando di rubar palla e impostare l’azione di attacco senza però venire a contatto fisico con la difesa avversaria.

Dei due difensori uno ha un compito più difensivo e durante una fase di attacco staziona solitamente in superficie con il compito di bloccare immediatamente una eventuale controffensiva da parte della squadra avversaria e riprendere fiato. L’altro invece appoggia gli attaccanti nella loro azione.

Gli attaccanti hanno il compito di infilare la palla nel canestro forzando la difesa in tutti i modi possibili, spostando fisicamente difensori e portiere.

La regolarità dell’incontro è gestita da tre arbitri, uno di superficie che controlla i cambi e gli altri due sul fondo con bombole gestiscono la parte di gioco.

Il rugby subacqueo è uno sport affascinante, nonostante le sue stranezze ha una componente che lo rende unico come la possibilità di muoversi in tre dimensioni. Condivide con il rugby praticamente solo il nome e la possibilità di mischia e contatto fisico prevista da regolamento ma sempre in maniera leale. Guardando i molteplici video su YouTube vi accorgerete che non è per nulla uno sport nella sua fase “primitiva”, infatti le evoluzioni in acqua e i gesti tecnici degli atleti sono veramente spettacolari.

Molte squadre stanno cercando nuovi giocatori, trattenete il fiato e provateci!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *