Il senso di colpa che nasce dall’uscire a correre quando…

[vc_row][vc_column][vc_message style=”square” message_box_color=”black” icon_fontawesome=”fa fa-question-circle-o”]“Sono un padre di famiglia, sui 50 anni. Da circa un anno ho scoperto la passione della corsa e cerco di uscire a correre 2/3 volte alla settimana. Questo purtroppo sta generando diversi problemi con mia moglie che spesso, anzi molto spesso, si lamenta del fatto che esca a correre appena tornato dal lavoro e la conseguenza è che io non riesca più a vivere serenamente l’uscita ma, al contrario, corro con il senso di colpa. Mia moglie è l’unica in famiglia a non fare attività fisica, non perchè non voglia, a quanto dice, ma perché si lamenta di non aver tempo essendo sempre impegnata con il lavoro e le questioni domestiche. Ha dei suggerimenti su come poter gestire questa situazione e ritrovare la serenità personale e in primis familiare? Grazie”[/vc_message][vc_column_text]

Gentilissimo, vivere l’attività sportiva con il senso di colpa e le preoccupazioni verso ciò che la moglie potrebbe pensare o le reazioni che potrebbe avere non è certo piacevole e posso comprendere il suo stato d’animo. Credo che una prima questione su cui riflettere è quella relativa alle aspettative che sua moglie ha verso di Lei, nel ruolo di marito e padre. Che idea ha sua moglie della relazione coniugale? e del ruolo del marito? Si aspetta forse che, al rientro dal lavoro, si dedichi alla casa, al giardinaggio o ai figli ? Oppure si aspetta che dedichi tutto il tempo a Lei? Se così fosse, entrare in casa dicendo “io esco a correre”, delude le aspettative di sua moglie dando adito alle sue lamentele. Per prima cosa quindi l’invito a parlare con sua moglie per far emergere le reciproche aspettative. Secondariamente le suggerisco di esporre a sua moglie le motivazioni per cui corre e i benefici che la corsa le dà. In altre parole il primo step è comunicare ed esprimere con sincerità il proprio punto di vista e, con atteggiamento empatico, aprirsi alla comprensione della prospettiva altrui al fine di una condivisione profonda e reciproca.

Una volta fatto questo, vi invito a condividere un programma settimanale che soddisfi le reciproche esigenze: se Lei desidera correre 3 volte alla settimana e alla moglie piacerebbe la sua presenza a casa non appena tornato dal lavoro potete decidere, ad esempio, che lei correrà un giorno alla mattina presto, magari quando sua moglie dorme ancora così da rientrare in tempo per fare colazione insieme; un altro giorno, appena tornato dal lavoro e il terzo giorno potrete decidere che la sua uscita di corsa sarà di sabato/domenica. Inoltre è opportuno trovare uno spazio dedicato allo sport anche per sua moglie: probabilmente le lamentele che lei riporta sul “non aver tempo“, sono più delle scuse, sa che l’attività fisica le farebbe bene ma non è motivata fino in fondo….ecco che qui lei, marito, può darle un grosso aiuto, motivandola e proponendole di uscire a camminare insieme dopo cena. Insomma, calendario alla mano e definite un bel programma condiviso che, con qualche rinuncia reciproca, permetta di soddisfare i vostri bisogni e ritrovare quella serenità nella vita domestica e sportiva.

Dott.ssa Maria Chiara Crippa

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