Il talento non basta: ‘testa’, rispetto, concentrazione ed impegno per essere dei veri atleti

tiro libero

Quanti casi conosciamo di atleti anche molto bravi e talentuosi con una forte personalità, spesso portata al limite? Quanti se ne vedono in televisione tutti i giorni? (pensiamo ad esempio ad Ibrahimovic o a Balotelli, solo per citare i più famosi).

In articoli precedenti abbiamo già accennato al concetto di stress, a cosa sia ed al fatto che possa avere effetti positivi e negativi, ma  il punto centrale è come le persone lo vivono.  La differenza la fa proprio la percezione e la capacità delle persone di trasformare lo stress in energia, vivendolo positivamente. Alcuni ricercatori hanno monitorato lo stato d’animo degli atleti individuando il profilo tipico dell’atleta di successo, rispetto a quello con ripetuti insuccessi, definendolo profilo “Iceberg” (Morgan, 1979). Caratterizzato da un minor livello di ansia, rabbia, depressione, confusione e fatica, indubbiamente questo profilo può aiutare ad affrontare lo stress ed a raggiungere la prestazione ottimale, anche se non è strettamente necessario. Ma non tutti gli atleti talentuosi si rispecchiano in questo profilo e molto spesso faticano ad esprimersi al meglio. Capita spesso di vedere atleti di talento mettere in atto comportamenti estremi, reagire male ed in modo irrispettoso, allenarsi con svogliatezza e senza impegno. Ed ecco che il talento tanto cercato dagli allenatori diventa un incubo, un atleta ingestibile che ormai fa quello che vuole sprecando il suo tempo e rischiando di ‘buttare’ le doti che ha. Ma cosa si potrebbe fare in questi casi? Non è facile poterlo dire a priori, senza analizzare il contesto, la situazione e le diverse persone coinvolte, ma si può affermare che questi atleti dovrebbero riuscire a trovare la propria ‘via’ per il successo, consapevoli che le grandi prestazioni partono dalla testa ed il talento da solo non basta, dovrebbero  ridefinire gli obiettivi che si sono posti e che vogliono raggiungere e, soprattutto, usare tutte le energie finora sprecate, incanalandole nella direzione corretta, cioè sulla concentrazione e l’impegno a migliorarsi.

MenteSport

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