Il tuo corpo ti parla: come recuperare la concentrazione

Goal Setting, Routine e Visualizzazione. In queste settimane abbiamo parlato di alcuni strumenti cardine della preparazione mentale…magari non tutti ne avevano già sentito parlare, oppure la loro conoscenza si limitava al “sentito dire”, ma per l’argomento di questa settimana non c’è via di scampo: ognuno di noi ne ha parlato più volte nella vita, e non solo in relazione allo sport! Qualche giorno fa ho sentito parlare di un calciatore, David Luiz, difensore del Chelsea e della Nazionale Brasiliana. Il giornalista in studio affermava che, se il difensore imparasse a mantenere alta la concentrazione, diverrebbe un fuoriclasse.

La domanda allora sorge spontanea:  è possibile lavorare sulla propria concentrazione? La risposta, per fortuna, è sì, ma spesso si fanno grossi errori che rendono il lavoro poco efficace. Primo su tutti, è quello di pensare di poter mantenere alta la concentrazione costantemente. Restiamo sull’esempio di David Luiz: un calciatore può mantenere un livello massimo di concentrazione per 95 minuti? E un ciclista può rimanere concentrato ininterrottamente per 5 ore? E un tennista dopo 2 ore di match? Chi pensa che la concentrazione si un qualcosa di fisso, si sbaglia di grosso!La concentrazione è un flusso, e come ogni flusso ha dei momenti di picco e dei momenti di calo.

Come fare quindi? Basta cambiare il focus del lavoro! Non si deve porre l’attenzione su come mantenere la concentrazione stabile per ore, ma su come recuperarla ogni volta che questa diminuisce! Il nostro corpo lancia segnali inequivocabili ed ognuno di noi deve saper leggere i propri. Magari (stiamo tirando ad indovinare!), David Luiz scoprirà che ogni  volta che il suo livello di concentrazione cala, lui abbassa la testa. È un gesto automatico, inconsapevole, il calciatore non se ne rende conto ma lo fa.

Ecco! Quello è il segnale del suo corpo. Il corpo gli sta dicendo: “guarda che stai perdendo la concentrazione”. Se impariamo a riconoscere questi segnali, ogni volta che si manifestano fungono da campanello di allarme! In una sorta di  condizionamento classico, dopo un percorso di preparazione mentale, l’atleta sarà in grado di rendersi immediatamente conto del proprio calo, riattivandola. Naturalmente, questo è solo un esempio dei molti modi per attivare e riattivare la concentrazione. Tecniche come il self talk, la visualizzazione, le routine o i compiti mentali, possono aiutare gli atleti a lavorare sui propri livelli di concentrazione ed un percorso di preparazione mentale ad hoc permette di utilizzarle efficacemente. Ma tornando ai “segnali” del proprio corpo, provate ad osservarvi mentre fate sport, mentre lavorate o studiate…scoprirete che il vostro corpo vi parla ogni volta che la concentrazione sta diminuendo…imparare a riconoscere questi momenti, è il primo passo per poterli fronteggiare con successo!

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