Imagery e calcio

Il calcio è un linguaggio con i suoi poeti e prosatori.

Pier Paolo Pasolini

Parliamo di…Calcio!

Il gioco del calcio sembra avere origini antichissime (sembra che giochi simili fossero praticati già in Giappone verso L’XI secolo a.C.!) ma è nella Firenze medicea che raggiunge il suo primo apice, come si può leggere nel vocabolario della Crusca, edito a Venezia nel XVIII secolo: È calcio anche nome di gioco, proprio e antico della città di Firenze, a guisa di battaglia ordinata con una palla a vento, somigliante alla sferomachia, passata dai Greci ai Latini e dai Latini a noi. Il problema, però, è che il calcio fiorentino aveva pochissimi punti in comune con quello moderno. Bisogna aspettare quindi  fino agli anni ottanta e novanta dell’Ottocento per poter parlare di nascita del calcio italiano, la cui leggenda vuole sia stato un dipendente di una compagnia tessile inglese, di nome Edoardo Bosio, il quale portò con sé i palloni dall’Inghilterra e costituì il primo club italiano di calcio.

Da qui in avanti è storia moderna, dalle prime partite senza arbitri e con il numero di giocatori che aumentava di minuto in minuto, al primo campionato disputato in una giornata (nel maggio del 1898, vinto dal Genoa Cricket and Football Club), dai primi stipendi fino al vero e proprio calciomercato, dalla Coppa dei Campioni fino alla moderna Champions League. Insomma, in poco più di 100 anni questo sport è stato capace di crescere, svilupparsi, modificarsi (in meglio ed in peggio) tanto da rapire la fantasia e le giornate di milioni di persone, fino a diventare lo sport più seguito a livello nazionale.

Ma cos’è l’Imagery…?

La tecnica di imagery (o visualizzazione) risulta essere un’interessante metodologia che sfrutta appieno le potenzialità dei neuroni specchio (neuroni scoperti dal Dott. Rizzolatti e dal suo laboratorio di Parma). Tali neuroni hanno la peculiare caratteristica di attivarsi sia quando il soggetto compie un’azione specifica, sia quando immagina di compierla, sia quando il soggetto vede compiere tale azione.

Partendo da questa sensazionale scoperta, la tecnica di imagery consiste nel visualizzare (secondo determinate caratteristiche) un gesto tecnico, un movimento, un’azione al fine di migliorarlo. Tramite l’allenamento ideomotorio (una ripetizione stabile nel tempo delle visualizzazioni), risulta quindi possibile aumentare le potenzialità di miglioramento di un singolo atleta, guadagnando tempo in quanto non necessita di un allenamento su campo ulteriore a quello già presente.

Tra i vari autori che hanno affrontato questo argomento, Driskell et al. (1994), Gould e Damarjian (1996), hanno fornito una spiegazione dei benefici dell’imagery in dieci punti:

  1. Le abilità motorie vengono simbolizzate e questa simbolizzazione diviene lo standard di riferimento attraverso il quale viene valutata la performance
  2. Le persone che utilizzano l’imagery sono più portate a credere che in seguito eseguiranno la performance con maggior successo, come una sorta di profezia che si autoavvera
  3. La tecnica di imagery promuove, nella maggior parte dei casi, l’autoefficacia percepita e la sport self-confidence, che competono con i sentimenti di ansia e di  impotenza
  4. L’imagery, inoltre, può distogliere l’attenzione da problemi come la probabilità di successo
  5. Questa tecnica può spingere le persone a dare un valore elevato ai loro obbiettivi, percependoli inoltre come maggiormente vicini alla loro realizzazione
  6. Attraverso questa tecnica, insieme alla pratica fisica, le abilità complesse vengono automatizzate
  7. Durante la simulazione le persone possono anticipare i problemi e pensare alla loro soluzione
  8. La simulazione può evocare emozioni negative come l’ansia, ma tramite il controllo sulla rappresentazione questa può essere ridotta e sfruttata per i propri fini
  9. I benefici che appaiono immediatamente prima della performance possono essere dovuti ad un’attivazione dei muscoli coinvolti nella performance
  10. Infine, la rappresentazione sembra essere un modo efficiente per attivare uno stato di arousal che corrisponde allo stato in cui le persone si trovano durante la pratica fisica, quindi l’imagery risulta essere fondamentale in situazioni in cui sia necessario mantenere un determinato  livello di intensità e di concentrazione

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