In questo mondo di “uomini”…

Sono forse le donne inferiori agli uomini nel mondo dello sport?

Assolutamente no.

C’è chi ritiene che una donna non possa competere con un uomo in una disciplina sportiva.

Eppure abbiamo un sacco di esempi che dimostrano il contrario.

Mi sono interessato molto a quest’argomento, quindi, ci ho pensato su e ho letto qualche articolo.

È vero, se prendiamo due persone di sesso diverso, le quali non hanno fatto alcun tipo di allenamento specifico, ci si aspetta che l’uomo sia potenzialmente più “capace” sportivamente.

Perché? Direi per pochi motivi. Innanzitutto l’uomo ha una conformazione fisica diversa da quella della donna. Quello che può essere facile per un uomo normale, è magari un po’ più difficile per una donna normale (normale, come dicevamo prima, senza allenamento di alcun tipo).

Poi per la storia. Come sappiamo alle donne sono state private molte opportunità negli anni passati fino ad oggi. Quindi una concezione un po’ distorta di quello che possono fare è concepibile anche se scorretta (come il caso di Kathrine) Ed infine credo che la maggior parte delle persone che ritengono che un uomo sia nettamente più forte di una donna in qualunque disciplina sportiva nasconda un po’ di rancore e un po’ di paura qualora dovesse fare peggio di una donna.

Per farvi capire meglio quello che penso pensate a questo: Tra una scimmia e un cane chi è più bravo ad arrampicarsi? E a correre? Non sto paragonando uomini e donne a scimmie o cani, ma mi sembra possa aiutare a capire. Se presi così la scimmia e il cane eccellono in due discipline diverse dove l’altro è sicuramente inferiore. Ma se riuscissimo ad insegnare alla scimmia a correre e al cane ad arrampicarsi e se li allenassimo tutti i giorni scommetto che questi otterrebbero i loro risultati. È per questo che si tende a pensare alle donne come meno capaci sportivamente. Ragioniamo sulle capacità non allenate.

È molto probabile che un uomo riesca a sollevare anche solo dieci chili, i quali magari sono più difficili da sollevare per una donna. Solo che poi il paragone non lo espandiamo. Ragioniamo con un uomo allenato che ne può sollevare cento e dall’altra parte ci mettiamo la donna che ancora fa fatica perché non allenata. Non è uno scontro alla pari.

Quello che voglio dire in sintesi è che ci sono discipline, che per predisposizione fisica si adattano meglio agli uomini e discipline che per lo stesso motivo si adattano meglio alle donne. Questo non vuol dire però che entrambi non possano fare la disciplina dell’altro. Anzi, a maggior ragione se una donna eccelle in uno sport di uomini ha fatto più fatica e quindi si meriterebbe anche di più, e così l’uomo che fa il contrario.

Il problema è che siamo in un mondo di uomini, apparentemente.

Sta tutto nell’abitudine. Ci siamo abituati a vedere gli uomini fare certe cose e le donne farne altre e per questo non riusciamo a concepire le cose diversamente.

Velasco in un suo discorso diceva come le donne, quando perdono il controllo, piangono.

E che questo non è segno di debolezza, ma è il loro modo di perdere il controllo.

Gli uomini invece si arrabbiano e magari spaccano anche qualcosa che gli è vicino. Quando vediamo un uomo piangere o una donna perdere le staffe ci sembra che stia succedendo qualcosa di strano. Invece no, è solo una concezione sbagliata. Nel mondo non siamo divisi tra uomini e donne, ma tra miliardi di persone diverse.

Ognuno con le sue capacità, con le sue debolezze, col suo modo di fare sport e di perdere il controllo. Non possiamo etichettare tutto tra cose degli uomini e cose delle donne perché non è così, punto.

E questi articoli lo dimostrano: Carmen Jorda, Anna Andreussi, Carolina Morace

Siate contenti di mettervi in gioco con una persona del sesso opposto, perché da questa, potete solo imparare.

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