“Io GIOCO”

Il gioco è un’attività ricreativa di cui l’essere umano ha bisogno, è una vera e propria necessità, quanti di voi nel tragitto per arrivare a lavoro, in metro/bus, vedono persone, di qualunque età, disegnare con le dita sullo schermo del proprio smartphone linee che nemmeno esistono in geometria, oppure quanti adulti hanno ancora una playstation a casa, e quante persone al lunedì sera organizzano una partita di calcetto? Il gioco libera la mente dalle problematiche della vita moderna, il gioco ci rende liberi.

Il gioco è un diritto fondamentale per tutti, figuriamoci per i bambini. Ecco perché come metodologia di lavoro nella scuola calcio, dai piccoli amici (5 anni) fino agli esordienti (13 anni), è importante far giocare i bambini. Il gioco non è solamente puro divertimento, attraverso le attività ludiche il bambino fa sport e impara a relazionarsi con i suoi coetanei. Ora analizzeremo tutti i benefici di queste attività.

Come detto in precedenza attraverso il gioco si fa attività sportiva: i giochi vengono suddivisi in giochi di corsa, generalmente utilizzati come “riscaldamento”, sono i giochi ideali da proporre inizialmente ad un gruppo di bambini per la loro semplicità, sono alla portata di tutti perché non richiedono il possesso di abilità tecniche. Questi giochi servono per migliorare gli schemi motori di base come: correre, saltare, prendere, strisciare, rotolare, ecc. Abbiamo i giochi con la palla, quelli per cui ai bimbi luccicano gli occhi, essendo estremamente egoisti vorrebbero quell’oggetto tutto per sé, in queste attività si apprendono i primi gesti tecnici (lanciare, afferrare, colpire, calciare).

Il gioco deve aiutare il bambino dal punto di vista educativo: noi istruttori abbiamo il compito di formare i bambini per aiutarli a vivere nella società che li circonda, il rispetto delle regole, dell’avversario, dell’ambiente e del materiale, la gestione dei conflitti, comunicazione e collaborazione non devono essere in contrasto con l’aspetto tecnico. Il gioco aiuta a metabolizzare la vittoria, ma soprattutto la sconfitta, ma è necessario porre l’attenzione sull’ eliminazione, nessun bambino deve essere escluso dal gioco, tutti hanno il diritto di giocare lo stesso tempo, il contrario provocherebbe una mancanza di fiducia in sé stessi e magari un crollo dal punto di vista emotivo. Anche i valori di onestà, generosità, altruismo, amicizia e solidarietà sono incentivati nei giochi, sin da piccoli i bambini riconoscono subito il “barone” e cercano ad escluderlo dall’ attività.

Ennesimo punto focale sono le capacità cognitive, che vengono stimolare dai giochi, queste rappresentano il “sapere”, e attraverso loro il bambino scopre altri aspetti importanti della vita, come l’errore, procedere per prove induce il fanciullo ad analizzare la situazione (osservazione, attenzione, percezione, comprensione) per poi “rischiare” un’azione (creatività, decisionalità, elaborazione di strategie) che potrà essere vincente, per cui registrerà un feedback positivo, oppure perdente, un errore, che verrà registrato in modo negativo.

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