Nel 2012 ad Harvard scoperto l’ormone dello sport: l’Irisina.

Dal nome della dea greca Iris che aveva il compito di far comunicare umani e dei, l’Irisina è una molecola endogena, prodotta dal tessuto muscolare che mette in comunicazione i vari tessuti del nostro corpo attraverso il circolo sanguigno.

LA SCOPERTA DEL 2012 E SUCCESSIVI STUDI

Nel 2012 il prof. Piegelman della Harvard Medical School, ha identificato l’Irisina, un ormone prodotto dalle cellule muscolari durante l’attività fisica.

Dopo questa scoperta, un’equipe tutta italiana composta da ricercatori dell’Università delle Marche e dell’Università di Bari, ha portato avanti la ricerca per capire come viene prodotta l’Irisina e quali effetti ha a livello fisico e metabolico.

I primi studi hanno portato a stabilire che l’Irisina giochi un ruolo fondamentale su:

  • Osteoporosi
  • Malattie metaboliche
  • Aspetti cognitivi
  • Dimagrimento

Nel 2015 però il prof Erikson afferma che le proprietà dell’Irisina siano soltanto un mito.

Ad Harvard viene così condotto un altro studio su volontari divisi in due gruppi di controllo: uno sedentario e l’altro praticante attività fisica. La presenza di Irisina è stata riscontrata in entrambe i gruppi, con quantità maggiori però nel gruppo fisicamente attivo a conferma del fatto che una maggiore attività fisica ne stimoli una maggiore produzione.

Ma questo a cosa può essere utile?

IRISINA E OSEOPOROSI: LE RISPOSTE DALLO SPAZIO

È stato studiato come l’Irisina sia in grado di fissare il Calcio nel tessuto osseo e riesca ad attivare gli “osteoblasti”, cioè le cellule che hanno il compito di generare matrice ossea.

Questa tesi avvalora, se ce ne fosse ancora bisogno, il ruolo fondamentale che gioca l’attività fisica nella prevenzione dell’osteoporosi.

Per confermare questo studio, l’Irisina è stata “spedita” nello spazio attraverso cellule selezionate e inserite nel modulo Dragon partito da Cape Canaveral il 02/04/2018.

Un’equipe dell’UNIBA, coordinata dalla dott.ssa Grano, ha guidato questo esperimento che ha un duplice scopo:

-individuare contromisure per prevenire perdita di massa ossea negli astronauti

– studiare i meccanismi e gli effetti dell’invecchiamento e della sedentarietà a terra nel breve periodo.

Tutto questo parte da un progetto che ha già ottenuto il brevetto sia italiano che europeo, attestante il ruolo dell’Irisina nella cura e prevenzione dell’osteoporosi in quanto capace di indurre la formazione di nuovo osso e di rendere più forte e resistente quello esistente.

Se i risultati dallo spazio fossero positivi, si potrà partire con i test di tossicità per la futura applicazione nell’uomo.

IRISINA E MALATTIE METABOLICHE

L’equipe del prof. Giorgino (UNIBA) ha dimostrato che i muscoli rilasciano Irisina anche in presenza di eccesso di acidi grassi saturi, ma soprattutto ha scoperto che l’Irisina aumenta la produzione di insulina da parte del pancreas grazie al suo ruolo di “comunicatore” tra i muscoli e le cellule pancreatiche.

E’ stato inoltre dimostrato che chi soffre di diabete ha livelli di Irisina inferiori alla media e questo potrebbe portare a cercare cure a base dell’ormone per questa malattia che sta diventando sempre più diffusa in tutto il pianeta.

IRISINA E CAPACITA’ COGNITIVE

Esercizio fisico, antidepressivi e stress regolano la neurogenesi dell’Ippocampo. È noto che l’esercizio fisico aumenti la generazione dei neuroni che però per la metà muore entro 2/3 settimane. È stato però dimostrato che i neuroni possono essere salvati dalla morte programmata attraverso l’aumento di competenze (Mental Training) in combinazione con l’allenamento fisico. Infine per chiudere il cerchio è stato recentemente dimostrato che nel cervello ci sia Irisina il cui ruolo sullo sviluppo delle abilità cognitive è in fase di sperimentazione.

IRISINA E DIMAGRIMENTO

Nel valutare i ruoli dell’Irisina, il dimagrimento è stato volutamente lasciato per ultimo perché l’obiettivo che si sono posti i vari studi non è il dimagrimento facile “per pigri” ma una soluzione all’obesità ed ai disturbi metabolici in soggetti con problemi fisici limitanti lo svolgimento di attività fisica.

L’Irisina è infatti in grado di attivare un fenomeno detto “browning”, cioè la conversione delle cellule adipose bianche con funzione unica quella di immagazzinare trigliceridi, in cellule adipose brune, metabolicamente attive e coinvolte nel consumo energetico e nella termogenesi.

In conclusione possiamo affermare che il vero “DOPING DELLO SPORT” lo produciamo noi stessi semplicemente muovendoci regolarmente.

È così avvalorata la tesi dell’attività fisica come “farmaco”, con benefici ancora più ampi di quelli ormai noti e chissà se, al termine della missione spaziale, potremmo finalmente aprire nuovi orizzonti per l’utilizzo dell’Irisina anche nell’uomo come prevenzione di una pandemia del terzo millennio, l’osteoporosi.

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