Islanda, una riforma vincente!

(vavel.com)
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E’ da quest’estate che si parla spesso di Islanda. Ricordiamo la vicenda di #FreeBirkir: a Giugno c’è stata un’ invasione pacifica dei tifosi del Pescara sulla pagina Facebook della nazionale di calcio islandese lanciata dalla Fanpage Abbruzzo di Morris, dove i tifosi rivendicavano in maniera scherzosa e divertente il loro attaccante Birkir Bjarnason, che chiamato dalla nazionale per una partita di qualificazione all’Europeo dell’anno prossimo, ha privato il club pescarese della sua punta di diamante durante lo spareggio per andare in Serie A, poi perso. Ma non hanno colto l’attenzione di molti solo per questo: è da qualche tempo che l’Islanda si sta distinguendo per i suoi risultati sportivi! Sì, ma come?

Il paesaggio dell’Islanda consiste in una distesa sabbiosa, montagne, ghiacciai e qualche fiume. Un territorio tutt’altro che favorevole alle attività sportive, a maggior ragione se pensiamo che in inverno si possono raggiungere anche i meno trenta gradi. Tuttavia nel 2002 il governo ha approvato un piano per combattere l’alcolismo e il tabagismo che si fondava sull’ampliamento proprio delle strutture sportive.

Un rischio o una grande mossa? Beh… di certo puntare su un’iniziativa che per forza di causa maggiore ha grossi problemi di realizzazione non è la prima cosa che verrebbe in mente, d’altro canto l’Islanda, di tutti i centri sportivi che possedeva, pochi erano al chiuso e si è pensato che un aumento delle strutture che disponessero di riscaldamento avrebbe incrementato l’interesse sportivo. È così è stato.

Quella dell’Islanda è stata una mossa vincente, ha dato la possibilità non solo di coinvolgere un numero maggiore di sportivi (un impianto ogni cinquantamila abitanti, più che in Europa), ma ha garantito anche la presenza di allenatori con licenza B o addirittura A della UEFA. Questo ha dato i suoi frutti. Infatti, come stiamo vedendo ultimamente, l’Islanda sta dicendo la sua, in più di una disciplina. Vediamo come nel calcio con la duplice vittoria sull’Olanda e il pareggio col Kazakistan si sia assicurata l’ingresso a France 2016. E non solo. Nel basket ha messo a dura prova L’Italia in Germania e, ancora, nella pallamano si è qualificata per l’Europeo.

Insomma, questo piano governativo partito più di dieci anni fa sembra aver funzionato. Di fatto questa cura non solo ha dato ottimi risultati sportivi, ma il fenomeno dell’alcolismo che negli anni novanta aveva raggiunto livelli davvero preoccupanti ora, con le nuove generazioni, sta praticamente scomparendo. L’Islanda quindi ci insegna che non occorre cercare rimedio in grandi e drastiche opere di risanamento, ma anche piccole cose, come incentivare l’attività sportiva, possono debellare problemi dannosi per la salute.

E la vincita è doppia, in quanto ci si porta a casa risultati sportivi che aumentano la nostra felicità. Il discorso sembra essere sempre lo stesso, dobbiamo andare a togliere per curare o dovremmo aggiungere ciò che ci fa stare bene? Spiegandomi meglio, immaginiamo di avere una bilancia dove da una parte abbiamo ciò che ci fa stare bene e dell’altra ciò che ci fa stare male. Possiamo continuare ad andare a togliere ciò che ci fa star male per far pendere dalla parte positiva la bilancia, ma la bilancia sarà un continuo oscillare. Quindi, come porre rimedio a tutto questo? Semplice, aggiungendo ciò che ci fa star bene porteremo la bilancia ad un’inclinazione costantemente a favore, così che gli aspetti negativi non faranno che spostarla di poco. Ecco cosa ci insegna l’Islanda: puntiamo su ciò che ci fa stare bene, e il male passerà in secondo piano. Insomma l’Islanda ha fatto parlare di sé in maniera davvero positiva, il loro provvedimento governativo che ha puntato sullo sport per tutti questi anni si è rivelato più che vincente, e ha dimostrato l’importanza dello sport nella vita di ognuno di noi.

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