Giampiero Ventura ha fallito. Giampiero Ventura ha deluso milioni di italiani e le loro aspettative.

La sua Italia è clamorosamente crollata nello spareggio contro una modesta Svezia, che vola in Russia al posto degli azzurri. Eppure la Figc gli aveva dimostrato tutta la fiducia, aveva anche deciso di fare un rinnovo di contratto fino al 30 giugno 2020: la federazione è conscia di una situazione molto particolare. Siamo in testa alla classifica con la Spagna, ma abbiamo voluto mettere il nostro allenatore nelle migliori condizioni spirituali possibili per affrontare questa difficoltà. Con il rinnovo gli abbiamo manifestato la nostra fiducia. A distanza di tre mesi però il ct si è dovuto rimangiare le parole spese intorno a quegli importanti obiettivi promessi, tra questi la qualificazione, il presentare un’Italia che potesse essere la sorpresa della competizione ed arrivare fra i favoriti all’Europeo… la sorpresa c’è stata eccome!

Per quanto riguarda l’Europeo del 2020, ci sarà ancora del tempo e l’Italia lo affronterà con un nuovo commissario tecnico, che dovrà essere scelto e ponderato con calma. I nomi che circolano sono quelli di quattro allenatori molto esperti: si parla di un possibile ritorno di Conte, di Massimiliano Allegri, passando per Roberto Mancini per arrivare a Carlo Ancelotti, grande favorito alla successione.

Tornando alla delusione cardine, oltre a Ventura diranno addio alla nazionale anche pezzi da novanta come Daniele De Rossi, Giorgio Chiellini e Andrea Barzagli, e, non da ultimo, appenderà i guantoni al chiodo lo storico capitano Gigi Buffon, con le sue 175 presenze e un Mondiale vinto in bacheca. Il danno epocale è pesantissimo anche per la stessa Federazione, per la Nazionale e per tutto il movimento calcistico. PREMI FIFA: La qualificazione ai Mondiali avrebbe garantito 12 milioni di euro, che sarebbero diventati poi 20 in caso di qualificazione agli ottavi di finale e 25 per un ulteriore passaggio del turno. DIRITTI TELEVISIVI: La Rai paga alla FIGC circa 25 milioni di euro a stagione visti gli elevati dati di ascolti, chiaramente senza Mondiale questa cifra si riduce sensibilmente. SPONSOR TECNICO: Attualmente Puma paga 18,7 milioni di euro all’anno, una cifra tagliata in maniera pesante per la mancata qualificazione, che comporta peraltro anche un minor numero di magliette vendute. Oltre ad aver perso la faccia, le cifre citate parlano di un danno economico più che considerevole.

Esiste una possibilità, seppur remota, grazie alla quale potremmo ancora andare ai prossimi campionati del mondo. Una possibilità di cui dà conto Il Corriere dello Sport, che cita l’articolo 7 del regolamento ufficiale della Fifa: Qualora un’associazione (delle 32 qualificate) si ritiri o sia esclusa dalla gara, il comitato organizzatore della FIFA deciderà sulla questione a propria discrezione e prenderà qualsiasi azione ritenuta necessaria. Il comitato organizzatore della FIFA può in particolare decidere di sostituire l’associazione in questione con un’altra associazione. Tutto chiaro, insomma: se una squadra non dovesse presentarsi sarà la Fifa a scegliere l’11 che ne prenderà il posto. Una decisione unicamente discrezionale, a prescindere da classifiche o qualificazioni (in cui comunque l’Italia avrebbe un ottimo piazzamento: nel ranking è la migliore seconda delle 9 europee a non essere in partenza).

Sì, ma perché mai una nazionale dovrebbe rinunciare ai mondiali? Facendo gli scongiuri, per una guerra (basti pensare alla Danimarca che vinse agli Europei del 1992 sostituendo la Jugoslavia), e, inutile dirlo, sappiamo tutti che lo scenario internazionale è piuttosto caldo. E tra le squadre qualificate ai mondiali che potrebbero rischiare un conflitto ne figurano diverse: Nigeria, Iran, Senegal ed Egitto, come anche l’Arabia Saudita, al centro con Libano e Israele. Per ultima, Ma non da ultima, la Corea del Sud, minacciata costantemente ormai da tempo dal regime comunista di Kim Jong-un e dalla Corea del Nord.

Andare al mondiale così, sapendo di non esserne meritevoli, ovviamente, non lo vuole nessuno.

Tutti a casa quindi. Tra pochi mesi vedremo il Mondiale degli altri: dopo 60 anni siamo di nuovo fuori, definirei la cosa una vergogna dal punto di vista calcistico e una macchia indelebile dal punto di vista sociale, i mondiali hanno sempre fatto sentire le nazioni come tali, quest’anno saremo privati di quest’ideologia. A casa noi tifosi lasceremo la maglia nel cassetto, ma anche chi non ci ha portato in Russia e chi l’ha scelto. Diciassette anni fa Dino Zoff si dimise dopo una finale europea persa al golden goal: non volle sentire il giudizio poco lusinghiero di Berlusconi, e la chiuse lì. Tre anni fa il presidente Abete e Prandelli non ressero alla disfatta brasiliana.

E’ finita. Apocalisse, tragedia, catastrofe, chiamiamola come ci pare, ma evitiamo discorsi sul sistema che tanto non funzionano: il nostro calcio è in grave crisi, ma non è inferiore a quello svedese, né tanto meno a quello svizzero. Siamo arrivati a giocarci il posto al Mondiale nelle condizioni più difficili, e nella più completa sfiducia, domandandoci usciamo?, ce la faremo?. E’ vero che siamo la nazione dell’emergenza, che in qualche modo alla fine se l’è sempre cavata, e proprio la consapevolezza della fine ormai vicina è stata la molla che ha convinto Ventura ad affrontare la sfida all’Ok Corral con una formazione mai nemmeno pensata durante il biennio: Jorginho, Florenzi interno sinistro e Gabbiadini sottopunta, lasciando in panca il giocatore che in Italia sta dando più certezze sotto tanti punti di vista: Lorenzo Insigne con il suo baricentro basso e tanta tecnica al servizio di giocate deliziose.

Mi ero ripromessa di esprimere questo rammarico con poche parole, in sintesi dunque: Tutti a casa! Siamo retrocessi nella B del calcio mondiale.

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