Kimi Raikkonen ha l’aria sempre vagamente distaccata, nascosta dietro l’inseparabile occhialino modaiolo e il cappellino rosso.

Kimi Raikkonen ha un filo di ironia nella voce e un piede caldissimo in macchina. È un pilota, il finlandese, che ha segnato un’epoca e che ha il grande merito di aver vinto il Mondiale in Ferrari (non tutti ci sono riusciti! Vedi Alonso o lo stesso Vettel che ancora non ha conquistato l’alloro iridato sulla Rossa). Kimi Raikkonen, detto “Iceman”, per molti tifosi Ferrari rappresenta una vera e propria icona. Due domeniche fa ha vinto ad Austin e ieri è salito sul podio in Messico, nel Gp che ha incoronato Lewis Hamilton per la quinta volta campione del mondo. Nel Gp d’America di due domenica fa, in particolare, Kimi Raikkonen è stato in testa dal primo all’ultimo giro tenendo dietro con grinta ed esperienza uno scatenato Hamilton che voleva vincere a tutti i costi. Ma Kimi gliel’ha impedito con una gara esemplare. La vittoria ad Austin e il bel terzo posto nel Gp del Messico hanno ridato morale alla Rossa. Che ora punta alla “rimonta impossibile” nel campionato costruttori.

Il successo ad Austin di Kimi e il podio in Messico alimentano qualche rimpianto

Vincere ad Austin (Gp d’America) dopo 5 anni dall’ultimo successo è stata davvero un’impresa. E ieri, nel Gp del Messico, Kimi si è ripetuto finendo terzo e centrando l’undicesimo podio stagionale. Un pilota, Kimi Raikkonen, che nonostante i 39 anni d’età si dimostra ancora super competitivo e affidabile. L’aver trionfato di recente e l’essere stato spesso d’aiuto al compagno di scuderia Sebastian Vettel non sono, però, bastati per la riconferma per il 2019…ma qualche rimpianto, forse, a Maranello ce l’avranno.

Finisce il rapporto tra Iceman e la Rossa

Iceman e la Rossa si sono detti addio qualche settimana fa. Finisce così un’epoca fatta di successi (è ancora vivo il ricordo del Mondiale conquistato da Kimi Raikkonen sul sedile della Ferrari nel 2007 ai danni di un giovane Hamilton e di un agguerrito Alonso in tuta Mclaren) e di un mito dell’automobilismo contemporaneo. La Ferrari ha preferito dare una svolta generazionale al suo parco piloti ingaggiando il giovanissimo Charles Leclerc, 20 anni, e un solo anno in F1 alla guida della Sauber-Alfa Romeo.

Cosa accadrà? Non resta che aspettare il 2019…

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *