L’ansia nel nuoto… questione di tempo?

Anche Federica Pellegrini l’ha conosciuta, le ha dato del filo da torcere, ma alla fine la nuotatrice ha avuto la meglio. Di chi stiamo parlando? Della famigerata ansia da prestazione, infida nemica di molti atleti. In questo articolo declineremo il tema dell’ansia nello sport del nuoto.

L’ansia da prestazione è uno dei temi maggiormente sentiti in ambito psicologico, per il quale si richiede spesso un intervento di uno psicologo sportivo. L’ansia si manifesta sotto forma di segnali fisiologici (aumento del battito cardiaco, della respirazione, e della sudorazione; diminuzione della temperatura cutanea; aumentano i livelli di adrenalina, etc…), cognitivi (preoccupazioni e nervosismo eccessive, pensieri negativi, difficoltà a concentrarsi, etc…) e comportamentali (irrequietezza motoria, evitamento delle situazioni, pianti, inappetenza, assunzione eccessiva di cibo, etc…).

Dalla nostra esperienza, sono numerosissimi i nuotatori che “vanno in ansia prima di una gara” e “non riescono a rendere come in allenamento”. Queste sono le frasi tipiche di coloro che conoscono e vivono la famigerata nemica.  Ma cosa genera quest’ansia nel nuotatore?

Diverse sono le cause, una tra le più frequenti è il timore “di non fare il tempo”. “Il mio tempo”, ecco l’elemento che più di altri, e in questi altri mettiamoci le aspettative, genera stress nei nuotatori. Molti di questi atleti approcciano la gara pensando solo e unicamente al tempo, ripetendosi mentalmente: DEVO confermare il mio tempo! Oppure DEVO migliorare il mio tempo! Questi obiettivi nascondono, in molti atleti, la profonda paura di non riuscire a confermare il tempo e di conseguenza di “andare male”. Attenzione, non è per tutti così! Per alcuni questi pensieri possono essere motivanti e fungere da strategie per caricarsi e dare il meglio di sé. Nella maggior parte dei casi non funziona, perché? 

  1. La parola DEVO viene letta dalla mente come un qualcosa imposto dall’esterno, indipendente dalla propria volontà. Meglio usare il termine VOGLIO, espressione di motivazione intrinseca e desiderio che nasce da dentro di sé.
  2. Sono frasi eccessivamente focalizzate sul risultato, il tempo. Molto spesso i nuotatori, prendendosi come unico obiettivo il tempo, dimenticano ciò che può permettere loro di raggiungere quel risultato, quel qualcosa che conoscono alla perfezione e che allenano quotidianamente: la loro NUOTATA.

Riportare l’attenzione sui gesti tecnici e porsi obiettivi di prestazione, come ad esempio l’esecuzione in un certo modo del tuffo, della subacquea e delle virate, piuttosto che il ritmo della nuotata nelle diverse fasi della gara, sono strategie importanti per tenere a bada l’ansia pre gara.  

L’ansia da prestazione è qualcosa che si può imparare a gestire… se si possiedono strumenti e strategie! Se questa infima nemica vi intralcia la strada piuttosto spesso impedendovi di performare come vorreste? E’ giunto il momento di chiedere una mano a uno psicologo dello sport per apprendere strategie adeguate di gestione!

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