La mia amica ansia

(vavel.com)
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Avete presente quella sensazione che ti stringe un po’ le spalle? Quella che vi chiude lo stomaco e sembra stringere anche il cuore? Beh forse ce l’avete presente oppure no, in quanto ognuno prova diverse sensazioni in risposta a diversi contesti. In ogni caso sto parlando dell’ansia, in particolare di quella pre-gara. L’ansia sportiva.
L’ansia è uno stato psichico caratterizzato da paura e preoccupazione a livelli più o meno alti. Spesso è ricollegabile ad una situazione, ma non sempre siamo consapevoli di quali siano le cause. L’ansia viene spesso accompagnata da conseguenze fisiche come dolori al petto, aumento del battito cardiaco, respiro spezzato, nausea ecc.

Fin dal primo giorno che ho cominciato a giocare a calcio ricordo di avere avuto un grosso carico d’ansia. Per motivi sempre diversi. Dal primo anno ad oggi l’ansia é cambiata. Dall’ansia dei primi giorni a stare coi compagni, a quella della partitella. All’ansia nello sbagliare un esercizio, fino a quella della partita, che comprendeva l’ansia della “chiama” (ovvero il presentarsi all’arbitro), quella della panchina, aspettando di essere chiamati e l’ansia della partita stessa dentro al campo. Molte di queste sono state superate ed é giusto così. 

Dopo poco, conoscendo il gruppo, le ansie relative all’allenamento passano. E così anche quello relative ad un nuovo ambiente legate solo a questo fatto.
Un’ansia che però ancora mi porto addosso é quella da partita, e per fortuna riesco a tenermela stretta.
Mi spiego meglio. Io come sportivo sono molto metodico, mi imposto degli obiettivi annuì e cerco di superarli. Un anno l’obiettivo era superare l’ansia della partita. Volevo entrare in campo tranquillo e sereno così da poter giocare al meglio, senza l’ansia che mi frenasse. Così finalmente un giorno, per qualche ragione legata alla partita che non ricordo (forse poco importante per il risultato) entrai in campo senza quel senso di pressione. La peggior partita di sempre. Perché? Perché nel momento in cui avevo combattuto la mia ansia ero crollato sulle cose più semplici? Semplicemente perchè l’ansia é fondamentale per le prestazioni sportive, ma attenzione! Troppa ansia può avere lo stesso effetto. Immaginiamo un piano cartesiano dove sulle ordinate vi é la prestazione e sulle ascisse il livello d’ansia.

L’andamento procederà a salire fino ad un certo punto, diciamo la “metà del ansia” per poi scendere e tornare a terra. Così vediamo come l’ansia e la prestazione siano legate tra loro. Poca ansia, prestazione scarsa. Troppa ansia, prestazione scarsa. Ansia in una via di mezzo prestazione sempre migliore. Il massimo sarebbe la metà, dove siamo padroni di noi stessi, ma con un carico d’ansia giusto.
L’ansia ci aiuta a rimanere sempre sul pezzo, ad essere concentrati, ci dà quella carica in più che senza non utilizzeremmo. L’ansia è legata alla sopravvivenza, ci da la prontezza immediata di combattimento o fuga così da rendere efficiente il nostro senso di sopravvivenza di fronte al pericolo, anche se alle volte può essere paralizzante. Per questo è fondamentale saperla gestire in maniera opportuna.
Distacchiamoci un attimo dal mondo sportivo e immaginiamo la stessa curva, ma divisa in tre parti.
Una centrale, che prende i punti più alti della curva, e due ai lati.
Sempre con lo stress sulle ascisse e la performance sulle ordinate chiamiamo la prima delle tre parti zona di Calma, dove lo stress è poco e tranquillamente gestibile. Invece la colonna centrale prende il nome di  Eustress, una forma adattativa di stress che prepara all’azione ed alla difesa dell’organismo. Infine quella di destra Distress, una forma patologica di stress che riduce le capacità di difesa dell’organismo.
Per capire meglio di cosa stiamo parlando dobbiamo sapere che oggi lo stress viene concepito come un insieme di processi, quindi possiamo definire Eustress e Distress rispettivamente SRPc e SRPi, ovvero processo di reazione allo stress Controllabile e processo di reazione allo stress Incontrollabile. Quindi la colonna centrale indicherebbe uno stress controllabile da noi stessi, una situazione alla quale riusciamo a fare fronte. Mentre nella terza colonna lo stress diventa incontrollabile. Diventa uno stress troppo forte da gestire e con probabilità di scompenso.

Tutto ciò per capire che parliamo di stress in ogni caso, ma quello relativo allo sport, quello che fa bene e ci aiuta deve sempre rimanere tra la prima e la seconda colonna. Se lo stress sportivo arriva nella terza colonna, allora c’é qualcosa che non va. Una situazione non più controllabile é controproducente.
In conclusione il mio consiglio è di conoscere meglio la propria ansia, capire a cos’é dovuta ed imparare ad utilizzarla al meglio senza mai reprimerla del tutto. fatevi amica la vostra ansia, e cercate di dargli il giusto peso in relazione ad ogni occasione.

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