La mia squadra ha molti “black-out”: come possiamo fare?

[vc_row][vc_column][vc_message style=”square” message_box_color=”black” icon_fontawesome=”fa fa-question-circle-o”]“Buongiorno, ho partecipato alla serata a Lecco con Paolo Cozzi (complimenti!) e vorrei sottoporvi questa domanda, alla quale avete già in parte risposto durante la serata: sono il capitano di una squadra di pallavolo… siamo molto unite ma spesso ci capita di avere dei black-out totali che ci rovinano le partite…come possiamo fare?”

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Buongiorno, ti ringrazio per aver partecipato alla serata, è stata un’esperienza davvero stimolante anche per noi! Quello di cui parli viene definito choking ed è un’esperienza comune a chiunque abbia praticato o pratichi sport a livello agonistico.  Tendenzialmente, questo stato è dovuto ad una perdita di concentrazione nei confronti della performance, poiché ci facciamo rapire dalla situazione, da fattori esterni (pubblico, aspettative, condizioni climatiche, etc.) che deteriorano la qualità della nostra prestazione, sia essa individuale o di squadra. In questo modo, ci facciamo trascinare in un vortice, nelle sabbie mobili, come dicevamo durante la serata, e commettiamo errori che difficilmente avremmo commesso in altre situazioni (ad esempio, facciamo tutto molto in fretta, fatichiamo a focalizzare la nostra attenzione, i muscoli si irrigidiscono e le capacità coordinative si deteriorano).

Come fare per interromperlo? Non è affatto semplice! Innanzitutto, sarebbe meglio prevenirlo. Ogni atleta ed ogni squadra ha dei chiari segnali relativi all’imminente calo di concentrazione. Se impariamo a conoscerli, saremo anche in grado di farvi fronte immediatamente! Ma non è sempre così, a volte bastano due palle sbagliate e la testa se ne va. In questo caso, entra in gioco la capacità di reagire all’errore: ogni palla è una partita a sé stante. Dopo ogni punto, sia esso a favore o a sfavore, dobbiamo essere capaci di azzerare, di non pensarci più e di focalizzarci sulla prossima palla…non è facile, ed è qui che entra in gioco lo psicologo dello sport! Con un buon lavoro insieme si possono costruire dei gesti in grado di funzionare come un pulsante d’accensione. Questi gesti routinari permettono di focalizzarci ogni volta su ciò che realmente conta, permettono di prepararci mentalmente alla prestazione ottimale.

Naturalmente, ogni atleta ed ogni squadra dovrà avere i propri e, solo se costruiti efficacemente insieme ad uno psicologo dello sport, saranno in grado di dare veramente una mano.

La tua squadra, ad esempio, ha un rito? Potreste partire da quello!

Grazie!

Dott. Matteo Vagli

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