Sono tre giorni che non ne sbaglio una di trave, anche nelle sale di allenamento. Invece in gara non ho capito più niente, mi sono lanciata a caso, non ho messo i piedi e…” (Vanessa Ferrari, dopo la qualificazione di squadra alle olimpiadi 2016)

La trave è un attrezzo olimpico della ginnastica artistica femminile che da sempre e per chiunque (allenatori, ginnasti e atleti di alto livello) ha moltissimi significati differenti.  La trave è paura, sconforto e cadute. È la botta e il livido dopo la caduta. È la ripetizione infinita di uno stesso elemento e degli esercizi di preparazione per poterlo eseguire in modo sicuro. Ma è anche sicurezza, nel movimento e del movimento, delle proprie capacità. È fiducia nell’allenatore, che ti deve guidare e sostenere. È concentrazione ed è adrenalina, che ti può confondere o far rimanere incollata all’attrezzo. È anche la capacità di eseguire movimenti complessi (complessissimi) senza tralasciare la parte coreografica e il ritmo dell’esercizio. In trave non esiste pausa. È, letteralmente, essere in bilico e a rischio, ma diventa anche passione ed estrema soddisfazione. La verità è probabilmente che in trave serve cadere, anzi è importantissimo; anche perché quando si rischia si può sbagliare. Per questo serve imparare a cadere, sia per capire come minimizzare i possibili danni fisici sia per capire che dopo ogni caduta ci si deve rialzare.

Rimanere concentrati e focalizzati sull’obiettivo mentre si esegue un esercizio alla trave è molto complesso, soprattutto se essere concentrati implica sia essere attenti a quello che abbiamo intorno sia essere sensibili al proprio corpo. Possono entrare in gioco moltissimi fattori differenti: dalla percezione spaziale, alle aspettative personali, dell’allenatore o della famiglia, alla paura di farsi male o fare male, al rimbombo nella mente di altri pensieri.

La psicologia dello sport può esserci molto utile nella gestione di questi fattori.

  1. Tecniche di Visualizzazione: la semplice immaginazione del gesto sportivo, in questo caso un esercizio o elemento specifico alla trave, permette un miglioramento della capacità esecutiva. Quando arriva la paura in trave e ci si sente bloccati, quasi come congelati dall’ansia, può essere utile concentrarsi sugli elementi e gli esercizi per ripercorrerli mentalmente nella loro corretta esecuzione, in modo da acquisire sicurezza e sentirsi in grado di effettuare al meglio quel movimento.
  2. Self talking positivo: può essere estremamente utile anche non lasciarsi sopraffare da pensieri negativi, come “non ci riesco”, “oggi cado sicuramente da quell’elemento”, “ho paura di sbagliare”. È importante in questo caso cercare di correggere il nostro lessico per trasformarlo in qualcosa di positivo come “sono capace”, “farò bene”, “stai tranquilla”.
  3. Tecniche di Respirazione: molte tecniche di rilassamento coinvolgono la respirazione, utile per imparare ad abbassare i battiti cardiaci e concentrarsi sull’obiettivo. Quando l’ansia si fa sentire, che sia in un contesto di gara o in allenamento prima dell’esecuzione di nuovi elementi, queste tecniche possono aumentare il controllo corporeo e migliorare le capacità esecutive.

La paura e l’ansia possono compromettere le prestazioni sulla trave, ma un buon allenamento mentale aiuta a controllare e gestire le proprie sensazioni e propri pensieri in modo efficace. La trave comporta dei rischi e anche tante possibilità di errore, ma è necessario imparare ad affrontare questo rischio e le sue conseguenze, che sia una caduta o al contrario l’esecuzione perfetta di un elemento.

Mentesport

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