La preparazione mentale: il Goal Setting

Che cos’è la preparazione mentale? Come influisce sulla performance? Quando si parla di psicologia dello sport, spesso si pensa che ci si riferisca a situazioni quali la gestione dell’ansia, il superamento di fobie, etc. …ed è verissimo, ma non è solo questo! Lo psicologo dello sport si occupa anche di preparazione mentale, ai fini di migliorare la performance, proprio come un preparatore fisico si occupa di preparazione atletica. Tutto ciò spesso è poco conosciuto, portando le persone a credere che lavorare con uno psicologo dello sport non possa aiutare a migliorare, ad esempio, un gesto tecnico. 

Così abbiamo deciso di trattare, nelle prossime settimane, alcuni temi cardine della preparazione mentale, in modo tale da poter approfondire con voi in cosa realmente consista un percorso di mental training.

 

Il primo strumento di cui vogliamo parlare è il Goal Setting, strumento tanto semplice all’apparenza quanto difficile alla messa in pratica. Fare goal setting significa stabilire i propri obiettivi, suddividendoli in step intermedi, secondo determinate indicazioni. Innanzitutto, gli obiettivi devono essere S.M.A.R.T. (Specific, Measurable, Achievable, Realistic, Time-related), devono cioè rispettare certe caratteristiche fondamentali! SPECIFIC, cioè devono essere specifici, chiari,  ben definiti. MEASURABLE, misurabili, in modo tale da poter ottenere feedback chiari che permettano il proseguimento del percorso. ACHIEVABLE, cioè raggiungibili secondo le proprie capacità e, allo stesso tempo, REALISTIC, realistici, sulla base dei limiti e delle risorse dell’ambiente, del periodo storico, etc. . Infine, gli obiettivi devono essere TIME-RELATED, orientati nel tempo, con scadenze ben precise per verificare l’effettivo raggiungimento o meno. 

Una volta definiti gli obiettivi, in una seduta di goal setting si cominciano ad identificare le risorse esterne (allenatori, parenti, compagni di squadra, etc.) che possono influire sul loro raggiungimento e, allo stesso tempo, si valuta quella che è la motivazione nel raggiungerli. 

Senza entrare nei dettagli, basti dire che difficilmente si impiega solo un’ora per sviluppare a fondo questo strumento. E’ necessario infatti un lavoro profondo ed estremamente consapevole da parte dell’atleta che, accompagnato dallo psicologo dello sport, arriva ad identificare nello specifico ogni passo necessario per raggiungere quanto stabilito.

Naturalmente, il goal setting può essere fatto sia in via individuale che di gruppo ed ha effetti concreti sulla motivazione intrinseca, sulla modalità di affrontare gli eventi negativi, sulla perseveranza e sui risultati.

Individuare gli obiettivi è il primo passo per raggiungerli…cosa aspettate?

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