A differenza di ciò che si può pensare, lo sport non è solo fisico, ma anche tanta testa. L’attività sportiva richiede impegno nell’allenamento, volontà e tenacia di fronte alla fatica e ai sacrifici, capacità di sopportare le emozioni di una partita e dei giorni che la precedono. Con lo sport, l’atleta, specialmente il più piccolo, costruisce l’immagine che ha di sé in rapporto e in relazione ai propri limiti e obiettivi, agli avversari e al pubblico. Più il giovane atleta riuscirà a utilizzare le proprie risorse per mettere in campo performance di livello, più troverà facile la costruzione dell’immagine di sé.

L’allenatore fornisce al suo giocatore gli strumenti che permettono di migliorare la propria prestazione dal punto di vista tecnico, affiancando all’allenamento fisico e al perfezionamento del gesto la dimensione psicologica per ottenere una migliore gestione dell’emotività in una situazione di allenamento e di competizione. Molti studi di letteratura mostrano come l’ansia possa divenire antagonista della prestazione agonistica e possa influenzarne i risultati. L’ansia è uno stato emotivo, durante il quale avviene l’attivazione del sistema nervoso simpatico che provoca una serie di alterazioni fisiche, le quali contribuiscono ad un precoce esaurimento delle risorse dell’atleta, sia fisiche sia mentali.

Per evitare un tale esaurimento, l’allenatore deve occuparsi di diversi fattori, primo fra tutti la motivazione: come sostenere il giovane atleta ed abbassare la percentuale di abbandono; dopodiché è importante sostenere una comunicazione positiva con l’atleta, finalizzata ad insegnare un pensiero positivo, utile per affrontare la competizione e abbassare l’ansia. L’allenatore avrà, a fine stagione, raggiunto il suo scopo se avrà fornito alla sua squadra o al singolo la possibilità di migliorare l’apprendimento del gesto tecnico e di ottimizzarne l’esecuzione. Oltre a ciò, come già detto, è necessario che mostri quelle tecniche di gestione delle emozioni e rilassamento che permettano all’atleta di accedere alla competizione nel miglior status, aumentando concentrazione e attenzione.

Se pensiamo che le grandi vittorie siano solo frutto di una buona forma fisica e tecnica, stiamo sbagliando tantissimo, e questo è l’errore che fanno tanti allenatori, che allenano muscoli e tecnica, quando a fare la differenza é lo stato mentale. Per vincere, devi essere preparato anche mentalmente. La motivazione è il segreto del successo, gli sportivi che sanno cosa vogliono si attivano e lavorano giorno per giorno per raggiungere il loro obiettivo. Motivazione è una parola composta da motivo e azione, significa dunque che un giocatore ha un motivo e compie delle azioni per arrivare ad una meta.

La forza di una catena è determinata dalla resistenza del suo anello più debole.

Dunque, se la testa è debole, sarà l’anello fragile della catena e per questo le performance sportive saranno pari alla resistenza che l’anello riuscirà ad avere. In quanto allenatori, abbiamo il compito di notare che non basterà che un nostro giocatore sia preparato fisicamente, tecnicamente e tatticamente. Ad un certo punto, la mente, l’anello debole, si romperà e tutto il lavoro andrà in frantumi, dobbiamo dunque lavorare per saldare sempre di più questa fragilità.

Se è la testa a fare la differenza, occorre allenare la testa a fare la differenza. (Christian Lattanzio)

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