La responsabilità del cambiamento: tra egoismo e coraggio

L’infelicità ha origine dai nostri desideri insoddisfatti. Il nostro ego è insaziabile e pretende questo e quello, del tutto incurante delle nostre necessità e dei nostri desideri. L’io pensa solo a se stesso, il che evidenzia il suo essere irresponsabile, e, proprio perché tale, procura un mare di guai quando lo assecondiamo eccessivamente. Le più grandi soddisfazioni si hanno mettendo a tacere l’ego: quando si smette di volere sia questo sia quello, quando si smette di pretendere che le cose vadano nel solo verso che desideriamo, quando non ci si aspetta nulla dagli altri, quando, soprattutto, non si dipende dagli altri.

L’io è la causa di gran parte dei nostri problemi. Ciò non significa, però, che il nostro ego sia il nemico da combattere. L’io è anche la nostra personalità e perciò non va combattuto, ma equilibrato ed armonizzato con il suo opposto: gli altri! E quindi, per equilibrare l’io, per farlo crescere, maturare ed evolvere, occorre moderare le sue pretese, e ciò è possibile desiderando non soltanto il nostro bene, ma anche il bene degli altri, non soltanto la nostra felicità, ma anche quella degli altri. Ecco la scorciatoia sicura ed efficace per eliminare rapidamente i nostri difetti e correggere i nostri errori. Se ci preoccupiamo soltanto di noi stessi, ci votiamo all’insoddisfazione e alla sofferenza continua perché le cose andranno sempre storte e staremo sempre a lamentarci, a recriminare e a lottare senza concludere niente di effettivamente buono. Quando le cose vanno male, l’ego ci fa sentire paura e così pensiamo che stia per cadere il mondo, e c’è chi si arrabbia andando in escandescenze, sfogandosi sui malcapitati parenti ed amici, e chi invece non si sfoga quasi mai e resta calmo, almeno esternamente, essendo poi soggetto ad un’alta pressione. Chi è calmo all’esterno è sotto pressione all’interno. Ci sono persone, invece, che restano autenticamente serene in ogni circostanza poiché hanno sviluppato la fiducia in se stesse e la convinzione che i problemi sono fatti per essere risolti e, comunque vada, sanno che non avverrà la fine del mondo e che le cose si sistemeranno. Queste persone hanno raggiunto l’equilibrio interiore o saggezza e accettano gli inevitabili dispiaceri della vita senza farne una tragedia. Più ci allarmiamo e peggio è: le paure crescono e si mutano in panico; e quando ci preoccupiamo troppo, le preoccupazioni aumentano anziché diminuire. É importante allenare la nostra mente ad essere elastica e rigida con uguale intensità e rapidità, a seconda del contesto. Solo così potremo definirci persone sagge che hanno un elevato senso di responsabilità.

L’accettazione della realtà, per quanto dolorosa possa essere, è l’unica via per consentire il cambiamento della realtà stessa. Il cambiamento è un momento di caos, preceduto sempre da una crisi più o meno forte perché si tratta di destrutturare e riorganizzare il proprio ego, la propria persona sulla base di diverse convinzioni. Prendere coscienza dei propri sbagli o dei propri difetti caratteriali è la premessa per assumersi le proprie responsabilità. Quando si nega la realtà e non la si accetta, il cambiamento non avviene e la realtà si blocca nel dolore e nella tristezza.

L’accettazione è il più grande segreto per eliminare immediatamente la sofferenza che è causata proprio dalla lotta, dalla resistenza, dalle lamentele, dal vittimismo, appunto dalla non accettazione della realtà e quindi del cambiamento.

I principali problemi e conflitti interiori sono causati dalle convinzioni limitanti che sono il frutto delle nostre esperienze pregresse. Una personalità debole ha orrore del cambiamento, non vuole vedere la realtà, non vuole ammettere i propri errori e i propri limiti. Quando ci assalgono i pensieri tristi e ossessivi, non dobbiamo reagire contro di essi né tantomeno dobbiamo negarli, ma li dobbiamo lasciare andare senza dare loro troppo peso, e questo è possibile soltanto se ci facciamo guidare dal desiderio del bene per gli altri. Questo è l’atteggiamento sano e responsabile, questo è il modo per uscire dalla palude di sabbie mobili: più combattiamo contro qualcosa e più quella cosa ci perseguita. Più ci lamentiamo dei nostri debiti e più i debiti aumentano. Più una ragazza teme di essere abbandonata dal fidanzato e più la situazione si ripete.

Alla base del cambiamento c’è sempre l’assunzione di responsabilità, il che ci obbliga a rimboccarci le maniche e a fare tesoro delle esperienze, anche e soprattutto di quelle negative. Il primo passo per cambiare velocemente e sentirsi realizzati e protagonisti della propria vita sta nell’assumersi le proprie responsabilità, il che ci mette automaticamente in armonia con gli altri eliminando la causa principale dei conflitti: l’eccesso di egoismo e la mancanza di fiducia in se stessi e negli altri! Chi  non è disposto a fare un passo indietro per farne poi due avanti, non è pronto per il cambiamento e continua a vagare in quel grigiore e in quella perdizione che non lo porteranno mai a credere fino in fondo in se stesso!

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