La scuola e i bambini che fanno sport

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Buongiorno, oggi mi è successa una cosa ed ho pensato a voi. A scuola i maestri di mia figlia (quasi 11 anni) mi hanno chiesto di fermarmi perché dovevano parlarmi. Lei fa nuoto agonistico da un anno e mezzo, improvvisamente nell’ultimo mese il suo rendimento è calato. I maestri dicono che abbia un atteggiamento superficiale, di indifferenza. Lei nuota 4km 5 giorni a settimana, è disponibile, umile, premurosa, educata e le compagne la cercano per giocare e la stimano. Come ci si comporta in Italia con la scuola che non è preparata per un “semplice bambino agonista” in classe che “rompe gli equilibri perfetti” dei maestri?

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Grazie mille per averci scritto. Ci fa davvero piacere che situazioni quotidiane vi facciano venire in mente noi ed il nostro lavoro!

Quello che riporti è una situazione, ahimè, tipica nella scuola. Spesso vi è impreparazione, si è convinti che l’attività sportiva sia un passatempo come un altro, nonché un ostacolo al corretto processo di apprendimento e di crescita del bambino/ragazzo. Tante volte si sente consigliare di lasciare lo sport per potersi concentrare meglio sugli studi, o anche (da parte dei genitori) minacciare di non mandare i figli a fare sport se il compito o l’interrogazione dovessero essere insufficienti. Insomma, l’attività sportiva viene vista come un premio, una bella esperienza da fare solo se liberi da altri impegni, apparentemente più importanti. Facciamo però fatica a ricordarci che l’attività sportiva, specialmente quella agonistica, è uno dei canali privilegiati per un corretto sviluppo psicologico, oltre che fisico! Lo sport non deve essere contrapposto alla scuola, come non bisogna pensare alla scuola come a qualcosa di più importante dello sport! Sono due agenzie educative che, in maniera differente concorrono per lo stesso obiettivo: lo sviluppo psicologico, fisico e sociale dei bambini/ragazzi. 

Spero che i maestri di tua figlia riescano a cogliere questo aspetto della sua attività agonistica, concedendole il tempo necessario ad imparare ad organizzarsi efficacemente, così da poter portare avanti con soddisfazione entrambe le attività.

Aiuta tua figlia (e magari anche un po’ i suoi insegnanti!) ad avere pazienza, vedrai che tra qualche anno avrà una marcia in più!

Dott. Matteo Vagli

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