La spinta della squadra

Squadra

Solo un italiano su tre pratica sport. A rivelare il dato tutt’altro che positivo è l’Istat, che però, accanto a questa brutta notizia, come tradizione ne riporta anche uno buona, infatti, il numero delle persone che si avvicina a un’attiva sportiva è, fortunatamente in crescita. Sono soprattutto gli sport di squadra, come il calcio o la pallavolo ad attirare new entry, come rileva il Coni in base ai suoi tesserati.

È la motivazione e la voglia di stare insieme ad attirare sul campo anche chi non ha mai fatto sport e a dirlo è la campionessa mondiale di pallavolo Francesca Piccinini: “Per spingere le più pigre ad abbandonare il divano e ricominciare a muoversi l’effetto traino della squadra è importantissimo”.

A confermare l’importanza della squadra è anche l’Aso San Rocco, uno dei più grandi club dilettantistici di Monza, dove il Volley femminile senior raccoglie sempre più iscritte, che hanno voglia di giocare, di mettersi in discussione e di stare insieme.

Stesso risultato è constatato dai blogger di Pink basket, periodico sulla pallacanestro femminile lombarda, che registra un aumento delle iscrizioni.

Come non ricordare la ormai famosa We own the night, una maratona tutta femminile che l’anno scorso ha raccolto oltre 20 mila ragazze iscritte in cinque città europee, o l’esperienza di Matteo Guidotti, coach del running club Red Snakes di Milano, che ogni martedì e giovedì sera allena studenti, impiegati e professionisti che, dopo la giornata lavorativa, si ritrovano davanti al Nike Store di piazza Gae Aulenti per allenarsi per disputare corse e maratone spesso con fini benefici.

Qui trovano consigli tecnici, un allenamento utile al fisico, ma soprattutto trovano amici, divertimento e gioco. Stare insieme, facendo sport, aiuta a liberarsi dai problemi e dalle tensioni della giornata, per questo molti lavoratori corrono a questi incontri. Il gruppo è il centro e il motivo di tutto, è la spinta ad alzarsi per fare sport scaricando così ansie e tensioni, grazie all’allenamento, ma soprattutto grazie allo stare insieme, staccando la spina per qualche ora insieme agli amici vecchi e nuovi.

Lo psichiatra Matteo Rampin spiega che: “Noi sapiens non ci limitiamo a procurarci il cibo…ci dedichiamo ad attività apparentemente inutili come rincorrere una palla…Ma in natura nulla è inutile, giocando, teniamo attivi meccanismi predisposti alla soluzione di problemi, all’invenzione…dn gruppo, ancora di più…”.

Molte aziende oggi, per motivare i propri lavoratori si avvalgono dell’aiuto di sportivi, perché le dinamiche tipiche di una squadra sportiva sono le stesse che hanno i lavoratori nelle aziende: obiettivi, eventuali fallimenti, tensione.

Lavorare in gruppo è molto utile, si risolvono insieme problemi e si condivide l’esperienza, come nello sport. La squadra e il gruppo sono il centro di un tutto che collabora all’unisono.

                                                                  Gaia Golfieri per Ment&Sport

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