La storia di Francesco, “il Messi su una gamba sola”

La storia di Francesco Messori, un ragazzo di Correggio, racconta come sia possibile riscattarsi attraverso lo sport.
Nato senza la gamba destra e con un rene solo, Francesco non si arrende di fronte agli ostacoli che la vita gli ha gettato di fronte. Come milioni di bambini, lui ha una voglia matta di giocare a pallone e non importa se le difficoltà fisiche rendono la sfida apparentemente impossibile. Francesco è più forte e lo dimostra.
Dopo gli inizi tra i pali, dove però non si trova a suo agio, chiede a mamma Francesca di regalargli delle stampelle. “Voglio fare goal anch’io,” le dice.

Numero 7 sulle spalle e un certo Leo Messi come giocatore di riferimento, Francesco comincia ad allenarsi con la squadra locale, la Virtus Correggio. Il regolamento, che gli vieta di scendere in campo con i suoi compagni normodotati, si mette però d’intralcio. Una battuta d’arresto significativa ma che serve solo a rinsaldare la sua forza di volontà. Grazie alla lungimiranza del presidente del Centro Sportivo Italiano, Massimo Achini, gli viene infatti concessa una deroga. E’ il Febbraio del 2012 quando Francesco Messori fa il suo storico debutto nel campionato provinciale del CSI.

Francesco, allora quattordicenne, diventa subito un simbolo ma non si ferma qui. Il suo obiettivo diventa quello di regalare la speranza ad altri ragazzi come lui.

“Niente paura davvero, tutti possiamo giocare a calcio.” Con questo ‘grido di battaglia’ Francesco si lancia in una nuova iniziativa: la creazione di una nazionale degli amputati.
Un’ impresa difficile ed emozionante che nessuno aveva mai tentato prima. Soprattutto dato che, a differenza dall’estero, nel panorama paralitico italiano non esiste né un torneo apposito né una struttura di supporto. Eppure Francesco non si dà per vinto e sempre con l’aiuto del Centro Sportivo Italiano riesce a coronare anche questo sogno. Fondata nel Dicembre 2012 ad Assisi, la nazionale di calcio amputati è formata oggi da 13 calciatori che vivono questa avventura come una vera e propria rinascita.

Poche settimane fa si sono recati in Messico per prendere parte al Mondiale di calcio per amputati. Una prima assoluta per la formazione azzurra che, al cospetto di squadre molto più esperte, si è guadagnata un soddisfacente nono posto. Un successo che, ci si auspica, sia solo la prima tappa di un lungo cammino.

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