Pratica sempre più accettata e applicata sia in ambito sportivo che di benessere e crescita personale, la visualizzazione è uno strumento potentissimo della nostra mente e ci insegna come sia proprio la nostra mente il punto di partenza di ogni azione.

Di cosa si tratta esattamente e perché può essere un utile esercizio per allenarsi?

La visualizzazione consiste nell’immaginare, in maniera chiara e definita, ciò che si vuole vedere realizzato. Fa riferimento alla capacità dell’individuo di rappresentare mentalmente, attraverso l’uso dell’immaginazione, precise sequenze motorie e/o comportamentali finalizzate al raggiungimento di uno scopo. Tramite la visualizzazione è possibile utilizzare tutti i cinque sensi per creare, riprodurre, provare e vivere mentalmente una situazione senza essere presente nell’ambiente in cui si svolge. Anzi, più si impara a visualizzare utilizzando tutti i sensi, più la percezione di ciò che si “vede” sarà completa e l’immagine mentale vivida, garantendo un’esperienza globalmente più immersiva.

Le tecniche di visualizzazione partono da un assunto, sufficiente per spiegare perché questa pratica “funziona” così bene:

la mente non riconosce un’esperienza realmente vissuta da una immaginata; le immagini create nella mente vengono percepite come reali e generano le stesse reazioni psicofisiche.

Perché la visualizzazione sia efficace, gli obiettivi devono essere specifici, concreti e tangibili, tanto da poter essere rappresentati in un’immagine vivida. Oltre alla qualità degli obiettivi ciò che conta è individuare un’immagine che li identifichi in modo chiaro e univoco. Per questo motivo, anche visualizzare richiede un suo allenamento, ed è normale iniziare ponendosi obiettivi semplici per poi via via raggiungere i più complessi, come, nel caso dello sport, l’effettuare una sequenza precisa di movimenti.

Focalizzandoci sull’ambito sportivo, la visualizzazione può essere definita la rappresentazione immaginativa del programma e delle singole sequenze motorie da eseguire nei diversi momenti della gara.

È stato dimostrato che tale tecnica può supportare l’atleta a potenziare e rinforzare l’apprendimento di gesti o azioni in grado di condurlo al miglioramento della prestazione sportiva, che raggiunge il suo culmine al momento della gara.

Come funziona nella pratica? Partendo da una base di rilassamento, gli atleti sono guidati nella rappresentazione mentale di immagini visive dapprima semplici ed in seguito complesse; si procede quindi all’inserimento progressivo di stimoli immaginativi acustici, tattili, cinestetici, olfattivi, favorendo il progressivo sviluppo di una capacità immaginativa polisensoriale ed immersiva. Le scene immaginate utilizzate devono essere, oltre che distensive, anche coinvolgenti e realistiche, per poter creare o ricreare nella mente dell’atleta esperienze il più ricche possibili. Vengono dapprima introdotte immagini di scene familiari, sia sportive che non sportive; in seguito si passa a sequenze immaginative riguardanti il setting della pratica sportiva. Infine, si propongono specifiche fasi tecniche o manovre della specialità in oggetto. Solitamente, tali sequenze di allenamento delle capacità di visualizzazione vengono effettuate due o tre volte a sessione, e, per evitare eventuali cali di concentrazione, ciascuna ripetizione non deve superare i 5-10 minuti di durata.

In che senso possiamo affermare che la visualizzazione migliora la prestazione, e quali sono i reali benefici che un atleta può trarne? Ecco i principali punti di forza:

  • Coinvolgersi mentalmente (e vedersi eseguire un’azione specifica o una sequenza) contribuisce a rafforzare in noi la convinzione di potercela fare, accrescendo quindi la motivazione e la fiducia in se stessi;
  • Visualizzarci decine di volte in un contesto specifico, nel nostro cervello, riduce fortemente lo stress emotivo, nel momento in cui in quel contesto ci troviamo davvero;
  • La visualizzazione migliora la concentrazione, perché permette di isolare gli elementi importanti su cui focalizzare l’attenzione;
  • Aiuta a migliorare tecnica e strategie decisive;
  • Consente di gestire le emozioni, perché ci si vede mentre si ha il totale controllo della situazione;
  • Agevola la preparazione alle gare, perché consente di raggiungere il livello di attivazione ideale per affrontare la competizione.

Tutti gli atleti di alto livello lavorano su questo. I grandi tennisti, ad esempio, si immaginano ad effettuare il colpo vincente centinaia di volte; oppure in Moto Gp e Formula Uno, i preparatori dei piloti hanno adottato le tecniche utilizzate dai piloti di jet militari che prevedono sessioni di training autogeno con visualizzazione positiva della gara. Adam Ondra, uno dei più forti e famosi climber del mondo, afferma:

“più tempo dedichi alla visualizzazione, più ti sei relazionato con la via e più ti sembrerà facile. Visualizzare una via per centinaia di volte per me è come averla fatta per una decina di volte”.

La visualizzazione è una tecnica vera e concreta, diversa dal sogno ad occhi aperti, che non richiede sforzo fisico nè di essere grandi campioni per effettuarla. Può essere provata con poco e può aiutare a migliorare…diamoci una chance per provarla!

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