La vita ci toglie…. noi compensiamo!

Spesso pensiamo che certi obiettivi della nostra vita siano difficili, se non impossibili, da raggiungere.

Nell’ambito dello sport capita frequentemente di pensare che quell’ “arrivo” sia troppo per noi, e spesso, aiutati da questo nostro atteggiamento, falliamo.

Non è di certo il caso Di Alessandro Zanardi.

Alex, nato il 23 ottobre del 1966 è stato per anni un appassionato e praticante di corse automobilistiche.

Per molti anni della sua vita ha partecipato a numerose gare di automobilismo tra cui Formula 1, CART, WTCC.

Purtroppo però nel 2001 Zanardi è stato vittima di un grave incidente, che lo ha portato a perdere entrambi gli arti inferiori.

Pensiamo come sia difficile per una persona, non solo perdere le gambe, ma dover smettere di fare ciò che lo appassiona, non per scelta ma per obbligo! Sinceramente faccio molta fatica ad immaginarlo.

Alex non sì è dato per vinto, ed ha ricominciato la sua vita sportiva nell’ambito del paraciclismo.

L’ultima notizia di Zanardi arriva dai campionati del mondo di Ironman tenutisi alle Hawaii.

“L’ironman” è un triathlon, ovvero una gara composta da tre discipline: nuoto (3.86 km), ciclismo (180.25km), maratona (42.2 km). Prima della gara Alex si era imposto di stare nelle 10 ore, ma poi a gara inoltrata, decise che poteva fare anche di meglio, e così è stato.

Infatti ha concluso la gara in 9h 47’ 14’’ di cui 1h 08’ 46’’di nuoto, 6h 41’ 8’’ di bici e 2h 24’ e 50’’ di corsa.

Alex è uscito dalla gara di nuoto soddisfatto del suo tempo, tra gli inevitabili pugni e i calci presi dagli avversari, ma è rimasto un po’ amareggiato per le raffiche di vento a sfavore nelle altre prove.

Ciò nonostante il finale è stato solo dolce per lui, lui che rimboccandosi le maniche ha deciso di intraprendere una “avventura” che in pochi avrebbero avuto il coraggio di affrontare, prendendosi il suo 273° posto su 2187 partecipanti.

Scrivendo questo articolo ho provato a pensare cosa farei se per qualche motivo non potessi più praticare quello che mi appassiona. Il primo pensiero è sicuramente quello di arrendersi. Davanti a tante difficoltà è difficile andare avanti, ma se dovessi pensare al dopo, alla soddisfazione personale nel riuscire in qualcosa che inizialmente pensavo potesse essere impossibile, nel riuscire come Alex a non abbandonare le mie passioni, ma a rendere a favore mio le sfortune, beh… penso che non esisterebbe nulla di meglio che mettersi in gioco!

Con questo non voglio dire che sia una “fortuna” perdere degli arti, ma voglio sottolineare quanto la vita ci possa dare e quanto con la nostra determinazione possiamo portare in fondo.

Non arrendiamoci davanti alle piccole difficolta (piccole paragonate alla perdita di un arto, ad esempio), ma facciamo in modo che queste difficoltà rappresentino la nostra prossima sfida. Sperando, che al raggiungimento di essa, non ci sia una fine, ma una sfida successiva.

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