Lasciare a testa alta

Agostini
Stefano Agostini (bicibg.it)

Trovato positivo al Clostebol, dopo un esame antidoping, il giovane ciclista Stefano Agostini, essendo stato sospeso per quindici mesi, in alternativa al processo decide di ritirarsi a testa alta, difendendosi tramite una lettera in cui annuncia di abbandonare l’attività agonistica.

In questa lettera, dichiara di non reputare assolutamente giusta la sanzione, poiché è certo di essere sempre stato completamente impeccabile e di non aver mai fatto uso di sostanze dopanti.

La sostanza, trovata durante gli esami, gli era stata regolarmente prescritta dal medico per curare un’eruzione cutanea, lui ha sempre dichiarato in buona fede di aver assunto questa medicina, senza ritenere che avrebbe portato questo effetto domino, conclusosi addirittura con la sua squalifica.

Non si riesce a capire il motivo di una decisione così severa, è lo stesso Agostini a rilevare quanto questa squalifica sia eccessiva: “Pur avendo ben chiara la situazione, documentata del resto in modo incontestabile, la spettabile UCI, ha deciso di trattarmi oltre che in modo sensibilmente più severo rispetto agli altri atleti incappati nel Trofodermin, addirittura alla stregua di chi fa e ha fatto uso in passato di EPO, cocaina o chi ha praticato metodi proibiti quali trasfusioni e manipolazioni del proprio sangue.

Tutto questo insinua ovviamente una serie di dubbi, sia ai lettori che allo stesso Agostini, sul corretto funzionamento della rete antidoping dell’UCI, avendo largamente dimostrato di non aver fatto uso di sostanze proibite con una serie di irreprensibile documentazione, che non è stata però presa nella giusta considerazione.

Resta al ciclista, è lui stesso a dirlo, una profonda delusione, sia per aver dovuto abbandonare la sua carriera e lo sport che amava, sia per aver vissuto questa vicenda che ha portato a una perdita di fiducia e “disillusione nei valori di onestà, giustizia e di uguaglianza, inteso nel senso di trattare situazioni eguali in modo eguale e situazioni diverse in modo diverso”.

Agostini è però certo di lasciare il ciclismo a testa alta, sicuro di essere nel giusto ma triste nel sapere che questa vicenda ha distrutto i suoi sogni e leso la sua immagine.

                                                                           Gaia Golfieri per Ment&Sport

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