“Lascio la mia famiglia per salvare la carriera”. La storia di Stanislas Wawrinka

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Perdere, perdere sempre e accettare questo destino non è facile. Accettare di non essere un dio del tennis, di non chiamarsi Rafael, Andy non è sempre così immediato.

Ripensando alla carriera del tennista Wawrinka, ricordiamo, purtroppo, una serie di brutte sconfitte: a Melbourne contro Djokovic, a Indian Well contro Federer, suo connazionale con cui è inevitabile sentire un certo confronto da parte degli amanti del tennis.

Una lunga serie di sconfitte, senza però mai arrendersi, anzi, proprio per ricordarsi chi è e qual è il suo “destino” si tatua sul braccio una frase emblematica: “Ho provato. Ho sempre fallito. Non importa. Proverò ancora. Fallirò meglio”.

Consapevolezza che si raggiunge con un grande allenamento mentale, saper metabolizzare le sconfitte è fondamentale, reagire di fronte alle avversità è il primo passo verso la risalita.

Non è stato facile neanche per un grande atleta come Wawrinka. Vivere, in questo caso giocare, all’ombra di un  grande campione come Federer non è semplice, essere l’eterno secondo comporta una grande forza interiore, altrimenti chiunque si arrenderebbe.

E forse questa forza a Wawrinka non è arrivata immediatamente, c’è voluto del tempo e un grande allenamento per raggiungere consapevolezza ed equilibrio. L’atleta è arrivato ad una scelta incomprensibile forse perché schiacciato da questi problemi, ha deciso di lasciare la famiglia pensando che questo avrebbe aiutato a migliorarsi nel tennis. Ma il gioco non è mai stato il vero problema, il problema era la sua interiorità, non ancora pronta ad affrontare tutto quello che gli si era parato di fronte.

Bisogna lavorare ogni giorno sulla capacità di affrontare non solo una competizione, ma anche le eventuali sconfitte per fare in modo che non diventino un ostacolo a migliorare, ma una motivazione.

Alla fine la consapevolezza è arrivata anche per lui, il tennista si è riunito con la sua famiglia e tutti i tasselli sono andati al loro posto. A Melbourne ha, infatti, finalmente battuto Djokovic e vinto la finale contro il mitico Nadal.

E’ la prova che è necessario sapere affrontare uno sport a 360 gradi, non solo la gara, ma anche tutto ciò che ruota intorno: avversari, sconfitte, ansia, solo in questo modo, solo con la totale consapevolezza si può migliorare.

                                                                           Gaia Golfieri per Ment&Sport

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