Se chiudessimo gli occhi e pensassimo al miglior allenatore che abbiamo avuto nella nostra vita fino ad oggi, cosa ci ricordiamo? Quali sono quelle caratteristiche che fanno di un allenatore un esempio per i colleghi? Si tratta di aspetti innati, doti in loro possesso fin dalla nascita, o di qualità apprese con il lavoro e l’esperienza? Spesso, è difficile scindere cosa sia innato da cosa sia appreso, poiché il contesto e la nostra personalità sono così tanto in interazione da rendere inutile un lavoro di comprensione per compartimenti stagni. In ogni caso, acquisite o innate, vi sono alcune caratteristiche sulle quali bisogna lavorare costantemente se si vole migliorare e crescere come allenatori.

COMUNICAZIONE

L’abbiamo visto più volte in molti articoli precedenti e tra una settimana parte il corso dedicato proprio  questo (clicca qui per maggiori informazioni): la capacità di comunicare è fondamentale. Un allenatore incapace di comunicare efficacemente è un allenatore finito. Ricordiamoci che le caratteristiche principali di una comunicazione efficace sono l’assunzione di responsabilità, la capacità empatica, l’utilizzo di una modalità comunicativa orientativa e l’intenzione di promuovere sempre autoefficacia.

MOTIVAZIONE

Di pari passo con la competenza comunicativa vi è la capacità di motivare se stessi e gli altri. Un allenatore non solo deve sapere come mantenere il proprio livello motivazionale alto, ma deve essere in grado di toccare le corde giuste con ogni suo atleta, partendo sempre da chi ha davanti e mai da se stesso.

COMPETENZA SPECIFICA

L’allenatore è un esperto della disciplina di riferimento. La competenza specifica deve essere la base da cui partire, senza la quale tutto il resto perde di senso. Bisogna essere competenti di quello che si spiega, l’improvvisazione è la peggior arma che si possa avere. Per questo motivo, un allenatore è uno studioso, in costante aggiornamento e confronto, sempre pronto ad approfondire aspetti specifici del proprio sport.

CREDIBILITÀ

Sebbene sia in gran parte una conseguenza della competenza specifica, possiamo definire la credibilità come un qualcosa di più: è il riconoscimento da parte dei propri atleti del proprio ruolo, è la fiducia incondizionata nell’allenatore. Non è facile ottenerla, ma è la base per da vita a relazioni profonde che permettono un salto di qualità nell’allenamento.

COERENZA

L’allenatore deve fare della coerenza il proprio punto fisso.  Essere coerenti non significa mantenere la stessa linea con tutti, lo steso metro di giudizio, ma piuttosto vuol dire far sempre riferimento a determinati valori, che guidano costantemente il proprio comportamento.

INTELLIGENZA EMOTIVA

Possedere questo tipo di intelligenza significa essere in grado di riconoscere le proprie ed altrui emozioni e sapersi relazionare con esse. L’allenatore moderno deve sapersi muovere nel campo emotivo, poiché gli atleti, in quanto persone, provano emozioni e quest’ultime hanno un ruolo fondamentale nella prestazione sportiva. Saper lavorare con le emozioni significa saper allenare efficacemente.

FIDUCIA

In se stessi prima di tutti. L’allenatore che non si fida di se stesso è destinato a fallire. Fidarsi di sé significa essere consapevoli dei propri punti di forza e di debolezza e sfruttarli a proprio vantaggio. Ma “fiducia” vuol dire anche fiducia negli altri, nel proprio staff, nei propri atleti. Un gruppo che percepisce fiducia lavora meglio, dando di più e più volentieri.

APERTURA MENTALE

La voglia di imparare, il desiderio di crescere costantemente ma non solo. Essere aperti mentalmente significa anche sapersi mettere in discussione, accettare visioni differenti dalla propria, provare a mettersi nei panni degli altri e cercare soluzioni alternative, magari anche lontane dalla propria modalità classica di pensiero.

CONSAPEVOLEZZA

La parola chiave di tutto ciò. La consapevolezza è la caratteristica trasversale senza la quale nulla funziona. Essere consapevoli di noi stessi è l’unico modo che abbiamo a disposizione per migliorare. Consapevolezza significa auto-osservazione costante, vuol dire guardarsi, rileggersi e modificarsi leggermente di volta in volta sulla base dell’obiettivo prefissato.

Voler essere allenatore significa decidere di affrontare un percorso fatto di passione e fatiche ma, lavorando sulle caratteristiche appena viste, le soddisfazioni non mancheranno mai. “Allenare” possono farlo in molti, “essere allenatore” invece è molto di più.

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