Lester per #Raccontailtuosport

#Raccontailtuosport

Oggi vi presentiamo una storia leggermente diversa! Lester, dj di R101, non va in moto per professione..ma per passione! Perché mai una persona si dovrebbe alzare al mattino senza sapere dove andare, ma con la voglia di partire? La risposta è nelle parole, raccontate apposta per noi, da Lester…

Eʼ dal 1992 che percorro mediamente 50 mila chilometri allʼanno in auto, per lavoro.
Sempre per poter tornare a casa, nel mio Friuli, il più spesso possibile. Da Milano, da Torino, dalla Francia.  Non è mai importato quanto distante mi portasse il mio lavoro, lʼimportante era tornare sempre “alla base”. Lʼautomobile è sempre stato solo uno strumento che doveva portarmi da A a B, senza fastidi. Doveva essere sufficientemente comoda e soprattutto affidabile. Ma quando ho comprato la moto è cambiato tutto.

Sentivo dire che quando scopri la motocicletta da adulto, per una strana combinazione unisci lʼesperienza dellʼuomo al furor dellʼadolescente. Non sempre, ovviamente. Ma per me è stato così. Perdi completamente le coordinate spazio temporali. Monti in sella e parti. E non sai dove vai. Non ti interessa. Non ha importanza. Ho comprato la moto nellʼestate del 2010 e ho passato tutto il periodo delle vacanze a girare per il Friuli. La mia regione. Che fino a quel momento era sempre stata «la mia base», ma che in realtà non conoscevo, salvo quelle poche destinazioni predefinite. Il Friuli lʼho scoperto proprio in quellʼestate. Grazie alla moto. Partivo al mattino, presto come un vero biker. Equipaggiamento completo. Per il caldo, per la pioggia, per il freddo. Perché un motociclista deve portarsi via tutto. Non può sapere se andrà verso il mare o la montagna. Non vuole saperlo. Una volta in sella è lʼistinto che prende il sopravvento. Il biker può solo assecondarlo di rimando. Quellʼestate ho capito lʼincanto della natura. Mare, montagne, colline, laghi, fiumi, Austria, Slovenia, Croazia. Strade meravigliose attraverso boschi, pianure, vallate. Lungo i fiumi. Verso le lagune. In cocuzzoli impervi dove solo una moto può arrivare. Per scoprire alla fine di un sentiero qualche sperduto auberge o agriturismo dove assaporare prodotti tipici, di cui quella Terra va giustamente orgogliosa. E per scoprire, altresì, che ovunque tu vada incroci torme di motociclisti che quella strada lʼhanno scoperta chissà quanto tempo prima di te. Ma non ha importanza, vieni accolto sempre con un cenno del capo e un calice che si leva al cielo come a salutare un confratello. Eʼ incredibile come basti scrollarsi di dosso la nostra compulsiva fretta di arrivare “dove dobbiamo arrivare” e lasciarsi sedurre dalle semplici meraviglie di quello che ci circonda lungo la strada. Passeggiando a 70 Km orari, con la visiera alzata per gustarsi il profumo di un campo di lavanda o il pigro scorrere di un torrente di montagna. Eʼ anche questo il bello della moto. Puoi andare a 70 allʼora, o concederti una galoppata un poʼ più sostenuta. Eʼ comunque adrenalina pura che ti scorre dentro e ti fa sentire esattamente nel posto dove vuoi essere. Poi accosti a lato della strada, magari sotto lʼombra di una quercia secolare, bevi un goccio dʼacqua, scatti una foto. E riparti. Cʼè un altro sentiero che non hai mai visto. E lo imbocchi perché sai che ti porterà verso un altro incanto. E in quel momento non hai bisogno di nientʼaltro…

Lester

 

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