Sebbene sia nota a tutti l’importanza di una buona alimentazione, durante le competizioni sportive si riscontra spesso un difficile rapporto tra gli atleti ed il cibo.

C’è chi mangia durante l’allenamento, chi corre subito dopo un pasto pesante. Per chi pratica sport, l’alimentazione riveste un ruolo determinante ed è molto importante conoscere quali sono le modalità e le quantità raccomandate di assunzione degli alimenti, soprattutto per poter trarre i benefici possibili. Senza entrare nelle differenze specifiche di metabolismo, lo sportivo deve mangiare di tutto, senza tralasciare alcun gruppo, e le quantità degli alimenti devono essere proporzionali al tipo di attività che si deve svolgere. È essenziale trasmettere ai giovani sportivi che mangiando male qualsiasi atleta peggiora il suo rendimento. Altrettanto è utile ricordare che non esistono alimenti magici capaci di migliorare le prestazioni fisiche oltre quello che possiamo attenderci dalle nostre caratteristiche personali.

Solitamente uno sportivo non professionista compie una durata massima di due ore per allenamento, non necessita dunque di un valore energetico aggiuntivo né tantomeno gli sono richiesti particolari aggiustamenti della razione alimentare, in questi casi non c’è la necessità di ricorrere a prodotti dietetici particolari o integratori alimentari. Anzi, mangiare tanto proprio perché: tanto vado a fare sport e brucio, non è producente, perché nel caso in cui le entrate siano sistematicamente superiori alle uscite si può ingrassare anche allenandosi molto. La cultura del mangiare sano deve essere trasmessa in ogni caso. Chi svolge sport di resistenza come la maratona o il ciclismo necessita di una grande scorta di carboidrati che garantisca un apporto sufficiente a fornire energia. Per chi invece pratica sport di forza quali sollevamento pesi, lancio del peso, del martello o del disco è importante l’apporto proteico. Per gli sportivi che infine praticano attività di velocità e scatto è molto importante un giusto apporto di carboidrati, l’unico nutrimento che garantisce energia immediata con il minor dispendio di ossigeno.

Il ruolo dei genitori nell’educazione alimentare dei più piccoli

L’educazione alimentare dei bambini è spesso una lotta, uno scontro tra i gusti; la società ci bombarda di nozioni su cosa sia giusto e cosa sia sbagliato. Tempo fa essere «paffutelli» era segno di benessere e di salute, attualmente siamo spettatori e attori di un mondo in cui la magrezza è lo status a cui aspirare, in cui l’estetica e la salute viaggiano su binari distanti dove vige la regola del troppo: da una parte troppo cibo, troppi additivi, troppo sale, dall’altra, all’estremo opposto, troppo controllo e troppa selezione. I bambini nascono e si trovano incastrati in un sistema in cui devono trovare uno spazio di benessere ed equilibrio. Innanzitutto può sembrare banale, ma i figli apprendono da ciò che fanno i genitori, prima regola dunque: la coerenza. I bambini assorbono dalle abitudini dei genitori ed è il motivo per il quale sarebbe opportuno interrogarsi sul modo in cui tutti viviamo l’alimentazione sul piano nutritivo, ma anche su quello cognitivo ed emotivo. Che il cibo sia un piacere spesso dettato dal gusto è un dato di fatto, ma se per i genitori in primis è anche motivo di malessere o di compensazione, se viene utilizzato come modalità per gestire emozioni, si corre il rischio di trasmettere certi schemi anche ai bambini. Un ragazzino non può affacciarsi al mondo dello sport perché deve perdere peso, lo sport non deve essere unicamente viatico per dimagrire, e i bambini non devono nemmeno catalogarlo così. L’attività fisica deve essere una valvola di sfogo e, semmai per chi è in sovrappeso, un impulso per proseguire le situazioni più complesse di dieta.

L’alimentazione e il benessere psichico

In tutto questo è importante ricordare che non è solo il corpo ad avere bisogno dei nutrimenti giusti, il cibo per la mente è altrettanto fondamentale. Per sviluppare l’attenzione, la rapidità di pensiero e la memoria è importante avere un’alimentazione corretta. Perché se una mente è serena anche il corpo lo sarà. Il cibo possiede proprietà energetiche che variano a seconda del grado di freschezza e vitalità. Le emozioni positive e sentimenti di amore, gratitudine e compassione vibrano su frequenze elevate. Si può affermare dunque che anche la psiche necessita del giusto nutrimento, data l’esistenza di una profonda connessione tra ciò che l’individuo mangia e il suo pensiero, la sua condotta, le sue relazioni con l’ambiente, la sua coscienza. Anche il passato conferma quanto detto, nella storia infatti non mancano esempi di grandi pensatori, scienziati, artisti, scrittori, e filosofi che seguivano una dieta a base di frutta e verdura. Ludwig Feuerbach, filosofo tedesco, scriveva: I cibi si trasformano in sangue, il sangue in cuore e cervello, in materia di pensieri e sentimenti… l’uomo è ciò che mangia. 

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