Salve,

Mio figlio ha 12 anni e pratica atletica a livello agonistico, solo che lui di “agonistico” non ha proprio niente, non è competitivo. Non posso dire che non sia bravo o che non si impegni, ma non gli scatta quella molla per voler vincere, come posso fare?

Grazie mille

Buongiorno,

Grazie per la domanda che, le posso assicurare, non è il primo a farmi. Ciò significa che lo spirito agonistico dei nostri figli è un qualcosa che ci sta a cuore.

Spesso non vediamo nei nostri figli scattare quella molla che porta a dare il famoso 110% o, al contrario, vediamo nei nostri ragazzi un iper-agonismo. Ma rimaniamo sul mancato spirito competitivo. Innanzitutto, a 12 anni i ragazzi stanno ancora sviluppando la propria identità e, una mancata indole competitiva adesso, non pregiudica un ipotetico sviluppo futuro. Tante volte le caratteristiche di personalità vengono fuori con il tempo, anche grazie a stimoli esterni, a determinate situazioni ed alla cultura di riferimento. 

Ma vorrei soffermarmi un passo prima: siamo sicuri che lo spirito competitivo sia obbligatorio? Non mi fraintenda, nello sport è decisamente apprezzabile, ma ognuno di noi è fatto in modo diverso. Se mi scrivesse che su figlio non si impegna, che non è costante, allora potrei dire di lavorare per aiutarlo a migliorarsi. Ma se suo figlio partecipa con impegno ad ogni allenamento, non è detto che debba per forza sviluppare quell’agonismo da lei desiderato. Chiunque pratichi sport, lo fa per diversi motivi: c’è chi vuole stare con altre persone, chi lo fa per mantenersi in forma, chi per eccellere e chi per il gusto di farlo. 

Ecco, io ritengo che ognuna di queste motivazioni (e ce ne sono senz’altro molte altre!) sia lodabile. Suo figlio potrebbe sviluppare lo spirito competitivo crescendo, oppure no, ma le auguro che, in ogni caso, possa continuare a praticare il proprio sport con passione.

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