Lo sport? la mia salvezza!

A cosa serve lo sport?

A questa domanda le risposte sono davvero molte, ad esempio la più banale, ma non per questo meno importante, divertirsi!

Divertirsi è sicuramente la base di ogni altro motivo, insomma senza divertimento lo sport non sarebbe più la stessa cosa.

Poi?

Come lavoro, passatempo oppure come mezzo per sfogarsi o anche come opportunità per crescere, insomma se dovessimo elencarli tutti probabilmente non basterebbe questa pagina.

Ma c’è un motivo sul quale voglio soffermarmi perché, a mio parere molto importante. Lo sport come rivincita nella vita.

Spieghiamoci meglio; lo sport può diventare moneta per l’accesso ad una qualità di vita migliore. Ad esempio: sono nato, mio malgrado, in una famiglia povera, una famiglia che fa fatica a vivere la giornata, le mie opportunità alla carta purtroppo sono poche, ma se ho delle qualità ecco che posso avere la mia rivincita sulla mia condizione di vita. Ed è qui che entra in gioco lo sport, ora il mio esempio è “sciocco” ma credo renda l’idea. Quanti giocatori conosciamo che hanno cominciato la loro carriera dal nulla? Quanti hanno avuto la possibilità di usare lo sport come mezzo per migliorare la proprio condizione di vita? Quanti hanno affidato allo sport la loro vita?

Una delle persone che ha utilizzato lo sport come riscatto personale è Fara Williams.

Fara gioca a calcio da quando aveva sette anni, e già da giovane si è dimostrata all’altezza di questo sport vincendo il titolo di miglior giovane giocatrice dell’anno nel Regno Unito, entrando nelle giovanili del Chelsea e ricevendo la convocazione in nazionale. Dopo questi ottimi risultati, Fara però decise di abbandonare casa all’età di diciassette anni. Per sei anni si allenava durante il giorno, e successivamente dormiva dove poteva (tenendo sempre la squadra all’oscuro).

Una svolta positiva avvenne quando Fara iniziò a giocare nell’Everton (squadra di Liverpool), perchè il suo allenatore si accorse della situazione e gli offrì il lavoro da allenatrice. Dopo questa avventura tortuosa, Fara potè raccogliere i frutti. Il 23 Novembre scorso ha giocato la sua centotrentaseiesima partita internazionale, numero non raggiunto nemmeno da Beckham e Gerrard. Oggi Fara lavora ancora come allenatrice.

La storia della Williams è un esempio, a parer mio, eccezionale di come la volontà sia parte strutturante dello sport. Tutto può succedere, ma noi continueremo a utilizzare le nostre capacità come “ancora di salvezza” e se queste risiedono nel mondo dello sport, beh… tanto di cappello, possiamo anche divertirci!

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