Lo Sport: Una palestra in cui i bambini si esercitano alla vita

Abbiamo deciso di dedicare il mese di Novembre al tema dello Sport ed Educazione. A partire da una panoramica generale del significato dello sport nel processo di crescita ci soffermeremo nel corso delle prossime settimane su alcuni aspetti educativi che la pratica sportiva offre a tutti e in particolare a bambini e giovani.

Vi siete mai domandati qual è il significato che attribuite allo sport praticato nell’età infantile? Cosa vuol dire per voi far fare sport a vostro figlio o al vostro fratellino più piccolo? Considerate lo sport praticato dai bambini come un momento di distrazione dagli impegni scolastici oppure come un momento di svago per riempire il tempo libero? Avete mai provato a considerare lo sport come palestra di vita, come luogo in cui il bambino impara a vivere? Ebbene si, lo sport, soprattutto per i bambini fino ai 10-12 anni è uno spazio privilegiato in cui confrontarsi con situazioni, persone e dinamiche che si ritrovano anche e soprattutto nella vita quotidiana. Nella “palestra protetta” dello sport i bambini si attrezzano di quegli strumenti e competenze utili ad affrontare la realtà. Andiamo ora a vedere di quali risorse si può appropriare un bambino nella pratica sportiva:

–          Conoscere se stessi: soprattutto nei bambini piccoli (3-6 anni) lo sport, inteso in termini di avviamento allo sport, è un’occasione per prendere consapevolezza del proprio corpo, di come si muove in uno spazio e delle emozioni che il proprio corpo può comunicare muovendosi. Man mano che crescono i bambini prendono consapevolezza, attraverso la pratica sportiva, delle proprie capacità e competenze, dei propri limiti ma anche delle proprie risorse.

–          Relazionarsi con gli altri: lo sport offre momenti di condivisione e di confronto non solo con i coetanei ma anche con figure adulte diverse da quelle genitoriali. In particolare l’allenatore offre un modello comportamentale nuovo, diverso da quello familiare, che arricchisce il bambino con nuovi modi di agire e con strategie di cui servirsi per affrontare le situazioni più diverse.

–          Affrontare le prime frustrazioni: nella pratica sportiva il bambino si confronta con momenti di gioia ma anche con momenti difficili. Immaginate come si senta un bambino non convocato a una prima partita, oppure una bambina che arriva ultima alla sua prima gara di nuoto quando tutta la famiglia è lì a vederla. Vivere questi eventi aiuta il bambino a ricercare le proprie strategie personali per affrontarli, strategie che possono essere più o meno funzionali. Un ruolo fondamentale è svolto dall’allenatore e dai genitori che devono affiancare, e non sostituire, il bambino in questi momenti aiutandolo ad analizzare quanto accaduto con spirito critico e costruttivo.

–          Imparare a fare errori: nello sport il bambino si confronta con la possibilità di fallire. Sbagliare un rigore o una combinazione di salti nel pattinaggio sul ghiaccio sono momenti in cui il bambino percepisce il suo fallimento. Appare importante far comprendere ai bambini che non si è perfetti, che non è possibile non sbagliare mai anzi bisogna insegnare loro a tollerare i fallimenti e spronarli a comprenderne le cause. Inoltre, fallimento o non fallimento, è bene che i genitori accettino e apprezzino il bambino per quello che è.

Interrogarsi quindi sul significato che si attribuisce allo sport nell’infanzia è fondamentale per accompagnare il proprio figlio in questo percorso di crescita nel modo corretto.

Quello che vi invitiamo a fare è di approcciare il mondo dello sport giovanile considerandolo nella sua dimensione ludica, spontanea e catartica e non secondo il modello dello sport praticato dagli adulti, centrato sulla performance e sul risultato.

MenteSport

Per maggiori informazioni: info@mentesport.net 

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