(fonte immagine: http://www.pianetavolley.net/2018/02/lorenzo-bernardi-il-segreto-di-perugia-e-rimanere-serena/)

Lorenzo Bernardi, da Mister Secolo ad allenatore vincente

Ieri pomeriggio a Bologna ha alzato la sua seconda Coppa Italia consecutiva con Perugia al termine di una partita che vedeva la sua squadra sotto di 2 set a zero.

Lo scorso anno dopo la vittoria in Coppa, si aggiudica anche lo scudetto e, ad ora, la “sua” Perugia guida la classifica della regular season.

Un breve ritratto di coach Bernardi, un uomo dal DNA da campione.

La carriera da giocatore

Uno degli schiacciatori più forti di sempre, inizia la sua carriera pallavolistica come palleggiatore. Il cambio di ruolo avviene sotto la guida esperta di Julio Velasco che ne intuisce le qualità fisiche e tecniche e lo trasforma nel “martello” di riferimento per Modena dove vinse ben 4 scudetti e altri trofei.

Inizia la sua carriera in Nazionale nel 1987 in Portogallo con Prandi e poi diventa il simbolo della “generazione di fenomeni” allenata da Velasco. Nel 1994 vince il premio come miglior giocatore del Mondiale e l’anno successivo dell’Europeo. Vanta un totale di 306 presenze in maglia azzurra.

E’ ancora oggi, insieme a Zanetti, il giocatore che ha vinto il maggior numero di scudetti in carriera, ben 9!

Nel 2001 l’FIVB lo incorona insieme a Karch Kiraly, MISTER SECOLO, cioè uno dei due giocatori più forti del XX secolo.

La carriera da allenatore

Inizia subito da vincente la sua carriera da allenatore quando nel 2009 gli è stata affidata la nazionale Juniores con la quale vince la medaglia d’ora ai Giochi del Mediterraneo.

Nel 2009/10 viene esonerato dalla panchina di Padova e decide di fare delle esperienze all’estero tra Polonia e Turchia (dove vince: campionato, coppa di Turchia e Supercoppa turca). A campionato iniziato, nel 2016 diventa l’allenatore di Perugia con la quale ha già vinto una Supercoppa, uno scudetto e due Coppa Italia.

Vederlo festeggiare ieri, in campo e durante la premiazione, come fosse ancora uno dei suoi giocatori giustifica il detto “campioni si diventa, secondi e terze si nasce”

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