Un atleta si allena ogni giorno, anche più ore al giorno per mesi ma poi capita, a volte, di arrivare alla competizione e sbagliare non riuscendo a esprimere se stesso e tutto il lavoro che ha fatto! Potrebbe sembrare un’ingiustizia o si potrebbe pensare che ha sprecato il suo tempo ma in realtà è proprio questo il bello dell’essere umano e delle competizioni.

Semplificando molto la spiegazione nel nostro cervello c’è la parte razionale e la parte emotiva.

Estremizzando se potessimo usare solo la parte razionale tutte le emozioni sparirebbero e quindi sarebbe più facile rimanere lucidi e fare le cose giuste senza commettere errori. Insomma un po’ come dei computer che eseguono e basta. Se invece ci ritrovassimo a usare solo la parte emotiva vivremmo la nostra vita in balia delle folate di emozioni senza riuscire a prendere decisioni “razionali” o senza riuscire a gestire le nostre emozioni.

Calando questo esempio nello sport potremmo avere da un lato un atleta esecutore che fa tutto come ha sempre fatto in allenamento qualsiasi cosa succeda; dall’altro lato avremmo un atleta in balia della paura di sbagliare o della felicità di partecipare a una gara. Ovviamente nella realtà si hanno un po’ le situazioni mischiate e questo ci permette di lavorare sulle emozioni.

L’analisi della gara: le aspettative

È sempre molto importante analizzare la gara per imparare dalla propria esperienza e per migliorare sempre di più.

Le proprie aspettative rispetto alla riuscita o meno di una gara sono fondamentali e influenzano profondamente il vissuto emotivo.

Qualche giorno prima della gara dovreste fermarvi un attimo a riflettere e a rispondere a queste frasi nel modo più sincero possibile (non vale imbrogliare con voi stessi): “saró soddisfatto della gara se…” oppure “vorrei tanto riuscire…” . Il consiglio è quello di scriverlo su un foglio o sul vostro diario per metterlo nero su bianco.

Dopo la gara dovreste riprendere il foglietto e verificare se avete soddisfatto le vostre aspettative. Se si, allora avevate avuto delle aspettative corrispondenti alle vostre reali possibilità. Se invece non sono state soddisfatte allora forse bisogna guardare la realtà dei fatti da un altro punto di vista.

Pretendete troppo da voi stessi rispetto al livello in cui vi trovate? Vi siete concentrati solo sul risultato (vincere) ma gli avversari erano troppo forti e voi avete comunque dato il meglio? 

Puó anche succedere che superiate le vostre aspettative e quindi per le prossime competizioni potreste puntare anche più in alto.

Se l’aspettativa fosse “arrivare per primi e battere tutti” probabilmente la vostra parte emotiva si attiverebbe un po’ troppo con il rischio di concentravi  troppo sulle emozioni della vittoria e sulla delusione nel caso di una non riuscita. La vostra mente quindi si sposterebbe sul dopo e non su quello che dovreste fare.

Mentre se l’aspettativa fosse “dare il massimo e fare quello che so fare nei migliori dei modi” allora sarà più facile per la parte cognitiva tener sotto controllo la situazione e avreste maggiori possibilità di riuscita. Se veramente siete i più forti allora la vittoria arriverà.

Perchè in fondo la vittoria è semplicemente la conseguenza della performance!

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