Ma quanto è importante una medaglia?!

Ed eccoci arrivati all’ultima settimana del contest #ilbellodellosport. Ci sono arrivate molte vostre foto, tutte bellissime, e ogni settimana è molto difficile scegliere quali pubblicare.

Oltre a tutte le vostre foto abbiamo avuto la possibilità di poter vedere anche quelle scelte dai campioni, dagli atleti o ex-atleti di altissimo livello, che hanno fatto dello sport la propria professione.

La cosa bella è che sono stati proprio loro a scegliere una foto che rappresenti il loro sport. Viene allora da fare qualche ragionamento: non tutti ci hanno mandato una propria foto mentre vincevano le olimpiadi o i mondiali, non tutti ci hanno mandato la foto che li ritraeva sul podio o con la medaglia. Molti di loro, anzi, ci hanno mandato foto in qui stavano “semplicemente” facendo sport, oppure un momento particolarmente significativo della loro carriera, al di là delle medaglie

Viene da pensare che forse per loro è stato più importante vivere lo sport piuttosto della semplice medaglia che simboleggia un riconoscimento esterno. Ed è vero che chi non ce l’ha la vuole e chi ce l’ha magari poi non gli attribuisce nemmeno troppa importanza. Può darsi che ad un medagliato olimpico stia più a cuore il punto decisivo o la maglia usata quella volta dell’oro! 

Quello su cui vogliamo farvi riflettere è che forse la medaglia di per sé non è il “Santo Graal”… ovvio, a chiunque piace arrivare primo e ricevere tutti i festeggiamenti, ma forse c’è qualcosa in più. Forse c’è una soddisfazione personale provata nel raggiungere i propri obiettivi, nel fare quello che veramente si ama, perché senza la passione sana non si può certo pensare di arrivare ai massimi livelli.

E forse tutti questi campioni, per arrivare a raggiungere alti livelli, hanno dovuto fare anche loro la “gavetta”. Avranno sicuramente perso qualche volta, saranno arrivati anche loro ultimi, avranno commesso tanti errori tecnici, tattici e mentali ma alla fine loro hanno perseverato e sono arrivati in cima.

Allora, forse, fino a quando non si è a quei livelli è più importante sbagliare e imparare dai propri errori e arrivare ultimi per capire che bisogna sempre lavorare per migliorarsi perché, in fondo, chi si ricorda dei bambini che vincono le gare/i campionati a 10 o 12 anni? Nessuno! Nessuno si ricorda le migliaia di atleti che hanno fatto sport per un certo periodo di tempo per poi arrivare all’adolescenza e smettere…

E quindi, forse, inizia a contare vincere quando si è in categorie Junior e Senior, quando si entra nel professionismo o quando si è in prima squadra! Il problema è che per arrivarci bisogna continuare e perseverare, ma soprattutto bisogna essere motivati e supportati in maniera positiva da chi si ha intorno…

E voi che ne pensate?

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