Buongiorno,

sono la mamma di una pallavolista di 14 anni. Gioca a pallavolo da diversi anni, in una squadra piuttosto competitiva e di alto livello. Non è tra le titolari ma le manca davvero poco. Quando l’allenatore le dà l’occasione di entrare come titolare per circa un set è contenta ma al tempo stesso molto tesa. A fine partita dice di aver provato un forte mal di stomaco durante l’intero set e spesso quel mal di stomaco prosegue anche nell’ora successiva al fine partita. E’ normale una reazione del genere? Mi devo preoccupare?

Gent.le mamma,

grazie di averci scritto. Il mal di stomaco è, molto probabilmente, legato alla forte attivazione fisica ed emozionale di sua figlia quando viene chiamata a giocare come titolare. Non si deve preoccupare, è una reazione piuttosto frequente. Essere nella rosa delle prime sei è un passo, all’apparenza piccolo, ma non così semplice ed immediato. Serve costanza di allenamento, impegno, volontà e quella costanza di prestazione assai difficile da raggiungere soprattutto a quest’età. Sicuramente sua figlia, quando ne ha la possibilità, cerca di dare il meglio di sé in quel set e lo “stress” psico-fisico si fa sentire sullo stomaco. Che fare quindi?

Sicuramente l’esperienza gioca a suo favore. Sperimentarsi più volte in partite ad alta intensità sia fisica che emotiva aiuta a “farsi il callo”.

L’attivazione emozionale può essere in parte prevenuta con esercizi di respirazione profonda diaframmatica che consentono di concentrarsi sul proprio respiro, sciogliere le tensioni muscolari e percepire uno stato di calma e tranquillità. Può essere quindi utile imparare queste tecniche da utilizzare nel pre-partita o in quei brevissimi spazi di pausa durante il gioco per alleviare la tensione psico-fisica.

Infine è importante che sua figlia si concentri il più possibile sul gioco e sulla prestazione quando è in partita e non sul dover dimostrare al proprio allenatore di essersi meritata quel posto. Quest’ultimo pensiero è piuttosto ricorrente e, per alcune giocatrice, più che un aiuto può essere un’ulteriore fonte di stress.

Se desidera ulteriori informazioni, la invitiamo a contattarci, scrivendo qui

Dr.ssa Maria Chiara Crippa

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