“Mamma, non ci voglio più andare!”: assecondare o incentivare a proseguire?

[vc_row][vc_column][vc_message style=”square” message_box_color=”black” icon_fontawesome=”fa fa-question-circle-o”]“Buongiorno, sono la mamma di un bambino di 5 anni che va a cavallo. Una settimana fa è caduto rovinosamente da cavallo, non si è fatto nulla ma si è molto spaventato. La sua reazione è stata quella di non volerci più andare. Come mi devo comportare? Assecondare la sua richiesta o spronarlo a riprendere l’attività?”[/vc_message][vc_column_text]

Cara mamma, indubbiamente l’avvenimento è stato fonte di spavento per il bambino perché l’animale, che si era sempre dimostrato innocuo e suo alleato, gli ha giocato un brutto scherzo, inatteso, tradendo la sua fiducia. Essendosi spaventato il bambino desidera rifulgere quell’esperienza che per lui è stata fonte di emozioni negative. E’ una reazione normale, pensiamo a quanto noi, come persone adulte, tendiamo ad evitare quelle situazioni, oggetti o animali che temiamo o di cui abbiamo paura. Per il bambino è la stessa cosa. Quindi, cosa fare? Il mio suggerimento è quello di riportare tuo figlio nel maneggio e, con le dovute cautele e accorgimenti, farlo riavvicinare ai cavalli. L’avvicinamento deve essere accompagnato, quindi affianca il tuo bambino, tenendolo per mano, insieme all’istruttore, così da infondergli sicurezza. Insieme confortate il bambino con un linguaggio positivo e, senza forzarlo, invitatelo ad accarezzare un cavallo. Rassicuratelo che le cadute possono capitare ed è per questo che è importante imparare a governare il cavallo e stabilire con lui una certa relazione. Questo processo di avvicinamento è fondamentale per evitare che il bambino associ l’esperienza negativa specifica (la caduta) ai cavalli in generale, maturando poi la “paura del cavallo”. Se tuo figlio decidesse di riprendere ad andare a cavallo, magari, previa richiesta all’istruttore, chiedi che possa cavalcare un altro cavallo e non quello che gli ha provocato la paura, così che possa riacquisire fiducia in sé stesso e nell’animale.  Ovviamente se il bambino, soprattutto nelle settimane successive l’evento, dovesse rifiutarsi di andare al maneggio, con lamenti e pianti, meglio non forzarlo ma concedergli tempo e magari proponigli una gita fuori porta pomeridiana con qualche amichetto…proprio al maneggio!

Dott.ssa Maria Chiara Crippa[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

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