-Marco, perché vai così forte in salita?-. -Per abbreviare la mia agonia. –

Nella storia dello sport a volte capita che qualcuno venga ricordato come qualcosa di più che un semplice atleta. Sono personaggi che trascendono la categoria alla quale appartengono, smettono di essere semplici sportivi e diventano immagini fisse e stabili nella nostra memoria.
Atleti che diventano esempi di forza, di abilità, diventano dei veri e propri miti. La stessa gloria che Achille cercava a Troia alcuni sportivi l’hanno trovata nelle loro azioni, perchè ogni ragazzo che inizia a giocare a pallone ha nella testa qualche azione di Maradona, o chiunque si avvicini al basket non può non conoscere Micheal Jordan.
Chi ama il ciclismo conosce la vita e la storia di Marco Pantani.

E’ il 14 febbraio di undici anni fa. Pantani veniva trovato morto e qualcosa nell’immaginario collettivo si spense per sempre. Anche coloro i quali non sono appassionati di ciclismo ma che hanno vissuto a cavallo fra i due millenni non possono non identificare l’immagine del “ciclista” con quella del pirata.
Questo perchè, come dicevamo prima, Pantani fu qualcosa di più di un semplice ciclista.
Professionista dal 1992 al 2003, ottenne in tutto 46 vittorie in carriera, vinse un giro d’Italia, un Tour de France e un bronzo ai mondiali nel 1995.
Ma non furono tanto le vittorie che lo scolpirono nel ricordo delle persone, è il modo in cui affrontava le gare. Un esempio supremo è la 15° tappa del Giro d’Italia del 1999.
A Pantani saltò la catena a pochi chilometri dal traguardo, perse molti secondi, venne superato ma non si diede per vinto: uno dopo l’altro li superò e andò a vincere una tappa come nessuno aveva mai fatto prima.
Fu proprio questo che fece infiammare la gente, la sua capacità di non darsi per vinto nelle gare, la totale passione e dedizione al ciclismo e il suo massimo impegno. E’ stato, ed è tuttora, fonte di ispirazione per moltissimi appassionati.

Tuttavia, oltre ai meriti sportivi, sono stati i fatti di cronaca a rendere il ricordo di Pantani ancora più indelebile. Il mistero che circonda la sua morte è di quelli che difficilmente verranno districati.

Quello che è indubitabile è che l’immagine di Pantani è qualcosa che non può essere cancellata dalla memoria di chi l’ha visto correre, ma non solo, il binomio Ciclismo-Pantani è uno di quelli indistruttibili nella storia dello sport. E Marco Pantani è uno dei Grandi, uno di quegli atleti che con la loro carriera riescono a illuminare e far innamorare migliaia di persone.

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