Margo Hayes e la personalità da campionessa!

Ciò che viene chiamato personalità può essere definito come un insieme di caratteristiche o dimensioni psicologiche che contribuiscono al nostro senso di unicità, identità e continuità nel tempo; in altri termini che ci differenziano dagli altri. Secondo le teorie più diffuse, la personalità si crea in base ad una combinazione multifattoriale che risente di aspetti genetici, di dinamiche formative-relazionali e di influenze sociali. Questo processo di formazione prosegue fino a costituire una struttura relativamente stabile e integrata, sentita e riconosciuta da ognuno di noi come propria ed espressa nelle nostre interazioni con le persone, con l’ambiente, con il comportamento.

Ma in ambito sportivo questo cosa comporta e come si applica? Quando pensiamo ai campioni più amati ed apprezzati, quando sentiamo dire di loro “che personalità quell’atleta”, che cosa intendiamo veramente? Esiste la personalità perfetta?

Dal 2000 moltissimi studiosi si sono dedicati a questi aspetti anche in ambito sportivo e, tra questi, si è molto diffuso lo studio pubblicato sul Journal of Applied Sport Psychology. Questa ricerca ha previsto l’analisi di alcuni test e di alcune interviste sottoposte a 10 campioni olimpici, un loro allenatore e una persona significativa esterna all’ambiente sportivo.

Dai risultati emersero alcune caratteristiche comuni a tutti gli atleti esaminati:

  • La capacità di affrontare e gestire l’ansia;
  • La fiducia nelle proprie capacità;
  • La tenacia;
  • L’intelligenza sportiva;
  • La capacità di concentrarsi e escludere gli stimoli distraenti;
  • La competitività;
  • L’etica del duro lavoro;
  • Definire e realizzare obiettivi;
  • Disponibilità nel farsi allenare;
  • Un alto livello di speranza;
  • L’ottimismo;
  • Un certo grado di perfezionismo.

Per diventare un campione non basta quindi solo un buon fisico e un buon talento, ma servono anche altre qualità! In effetti anche la migliore predisposizione genetica e il miglior contesto di allenamento possibile non sono una garanzia di successo.

Un esempio è sicuramente la climber statunitense Margo Hayes, che a soli 19 anni ha già dimostrato di meritarsi il titolo di Campione. È l’unica donna infatti ad aver eseguito una via d’arrampicata di grado 9a+, la Rambla (Siurana, Spagna) e in pochissimo tempo!

Originariamente una ginnasta, ha cominciato ad arrampicare a 10 anni e non ha mai smesso, arrivando a chiudere una via che mai nessuna donna aveva portato a termine e che è una delle vie sportive più ambite al mondo.

E in effetti Margo nella sua intervista a Rock and Ice del 20 marzo parla proprio della sua impresa e della sua vita da sportiva in questi termini: gentilezza, impegno, obiettivi, sacrifici, passione, fiducia e positività.

“I was in good shape, but most importantly, I was determined. I think that this is ultimately what made it possible. The mind is so powerful!”

https://www.youtube.com/watch?v=1GEVoQXpc4A

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