Marquez ad Austin e la Durezza Mentale

In questo articolo, vogliamo parlare di un atleta di altissimo livello che ha fatto una cosa straordinaria. L’atleta in questione è Marc Marquez, e ci riferiamo alle qualifiche della scorsa tappa del MotoGp, quella di Austin durante il gp delle Americhe. 
Prima però è necessaria una piccola premessa. La Psicologia dello sport è una scienza che studia il mondo dello sport, le caratteristiche dell’atleta di alto livello, il gruppo, la motivazione e moltissime altre cose. Ma senza la pratica e gli esempi che ci arrivano dal mondo sportivo rimane solo una scienza teorica, che lo sportivo vede poco vicino a se stesso.

Il nostro approccio è quello di privilegiare la pratica con dei fondamenti teorici. E allora, quando abbiamo visto quello che ha fatto Marquez l’altra settimana, non abbiamo potuto restare indifferenti!

In Psicologia dello sport si parla tanto di Durezza Mentale, quella capacità dell’atleta che gli permette di affrontare le competizione in maniera ottimale. Si compone di diversi aspetti quali la motivazione, la sicurezza, l’attivazione, la capacità di recuperare dagli errori e la concentrazione. Ora potremmo iniziare a spiegare in modo dettagliato tutti questi aspetti che caratterizzano un atleta in grado di essere performante, ma ci ha pensato Marquez rendendo il tutto più immediato e concreto.

Ecco cosa ha fatto: ultimi minuti delle qualifiche di sabato, stava girando in pista quando nel rettilineo si accende una spia sulla moto. Lui sa che in questo caso non può andare avanti a usarla. Abbandona la moto a bordo pista, scavalca un muretto molto alto e inizia a correre il più veloce possibile verso il suo box. Arriva, salta sulla seconda moto e parte, riesce a passare dal traguardo quando mancano 3/4 secondi dalla fine e da lì inizia il suo giro, guidando in una maniera straordinaria per fare il giro più veloce e la pole position!

Ora mettiamo insieme la teoria e la pratica!

Si accende la spia della moto e questa risulta non più usabile: è un’imprevisto e rientra nella capacità di recuperare dagli errori. Ha accettato l’errore e ha agito subito e con prontezza ad esso, probabilmente (non siamo nella sua testa) senza rimuginarci sopra, ma semplicemente accettandolo.

Nonostante l’errore e la corsa riesce a salire sulla moto e a guidare con molta precisione. E’ riuscito a controllare la sua attivazione che sarebbe derivata dall’imprevisto e dalla corsa. Sembra tutto facile visto da fuori, ma pensiamo a cosa ci succede quando siamo in ritardo per un appuntamento importante e ci si rompe una ruota della macchina. C’è chi si dispera, c’è chi si arrabbia, c’è chi inizia a pensare a cosa può fare in quel momento e sicuramente c’è anche chi abbandona la macchina dove si trova e corre a prendere i mezzi pubblici o un taxi… ecco questo è Marquez! E si deve anche aggiungere che arriva all’appuntamento e riesce a far andare tutto al meglio!

Inoltre il suo livello di concentrazione è stato probabilmente molto alto perché sapeva ciò che voleva ottenere (motivazione) ed era sicuro di ottenerlo (sicurezza). Infatti in un’intervista successiva ha dichiarato che è stata adrenalina pura, che la pista di Austin era la sua preferita e voleva quella pole, era sicuro di ottenerla. Sicuramente se nella sua testa fossero iniziati ad arrivare dei dubbi sulla riuscita di quest’impresa non ce l’avrebbe fatta!

Per finire, la cosa positiva della Durezza Mentale è che non è innata, c’è chi la possiede in misura maggiore e chi è un pochino più debole, ma può essere allenata e si può migliorare!!!

Questo vuol dire che potremmo imparare a essere un pochino di più il Marquez delle qualifiche di Austin!

Clicca qui se vuoi vedere il video di quello che ha fatto Marc Marquez.

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