Mattia Perin, guerriero della Luce

Quando venni a conoscenza del tuo grave infortunio avrei voluto scriverti. Scriverti una lettera o inviarti un messaggio via social come tanti hanno fatto. Perché nel mio piccolo avrei voluto semplicemente provare a confortarti anche io. E invece quando ho letto il messaggio che hai postato sul tuo profilo Instagram ho scoperto che eri tu che stavi confortando tante persone, in primis il sottoscritto.

Con quel semplice post hai confortato persino quella che in una lettera indirizzata a te si è definita “una mamma qualunque”. Quella mamma ti ha scritto parole di comprensione per il tuo dramma e di sfogo per la vicinanza con le vicissitudini del figlio, perché anche lei pur non sapendo molto di calcio sapeva perfettamente cosa significhi vivere una passione per lo sport: suo figlio infatti, dopo 13 anni di calcio, durante un’amichevole che poteva sembrare una partita insulsa (ma nel calcio neanche la partitella sotto casa è insulsa, figuriamoci l’amichevole), cadde sotto i colpi di un grave infortunio che compromise la sua carriera. Pur non conoscendo tattiche e schemi, seguendo le sue partite capì l’importanza del ruolo che suo figlio ricopriva in campo per se stesso ed i suoi compagni: infatti egli poteva sul campo vivere, dimostrare ed esprimere appieno con grande serietà e risolutezza tutto quello che era. Quell’ infortunio sembrò rappresentare il termine di una missione di vita. Guardando le immagini del tuo episodio anche lui come tanti altri hanno capito, hanno sofferto con te, hanno voluto farti coraggio.

Ma sei poi tu che fai coraggio a tutti noi. Tu che su instagram ti fai chiamare freerider e sei ben consapevole dei rischi, ma soprattutto delle opportunità di un percorso alternativo fuoripista, al di fuori della strada maestra della vita.  Con le parole che hai usato citando  Paulo Coelho non ci racconti un dramma, ma la consapevolezza di un destino che si va a compiere grazie ad un miracolo di cambiamento:

“A volte il guerriero della luce ha l’impressione di vivere due vite nello stesso tempo. ‘C’è un ponte che collega quello che faccio con ciò che mi piacerebbe fare’, pensa. A poco a poco, i suoi sogni cominciano a impadronirsi della vita di tutti i giorni, finché egli avverte di essere pronto per ciò che ha sempre desiderato. Allora basta un pizzico di audacia, e le due vite si trasformano in una. Il guerriero ci crede. E poichè crede nei miracoli, i miracoli iniziano ad accadere.”

Con le tue parole invece non ci racconti di una fatalità che interrompe la tua storia, ma di un evento che cambierà la tua vita rendendola piena e consapevole:

“Io ci credo. Senza bisogno di miracoli, quelli li lascio a chi ne ha veramente bisogno. Io ripartirò da questo letto, dalla fisioterapia, dalla voglia di non mollare mai e di continuare a sorridere, dal desiderio di ritornare. Non come prima. Alla fine di questo percorso sarò una persona diversa, sicuramente nuova, migliore, spero. Grazie a tutti coloro che mi hanno scritto, chiamato o anche solo dedicato un pensiero. Vi abbraccio tutti. E vi aspetto, di nuovo in campo.”

Caro Mattia, mi stai insegnando molto. Stai affrontando questa difficile esperienza semplicemente guardando avanti e progettando il tuo avvenire. Stai già calcolando le tappe che ti riporteranno quanto prima a tornare. Stai immaginando il compimento degli obiettivi che ti sei prefissato. Ed è incredibile se ripenso alle lacrime e all’ esperienza del buio totale che hai vissuto in campo pochi giorni prima, se immagino le difficoltà che ti accompagneranno nel tuo periodo di degenza. Tu non hai avuto esitazioni e ti sei subito fiondato sul lato soleggiato della strada della tua vita, perché sei un guerriero della luce.

Caro Mattia, sia che tu avessi deciso che tutto fosse finito o che il meglio dovesse ancora accadere, avresti avuto ragione in tutti e due i casi perché siamo noi i protagonisti della nostra storia. Come in un film di tanti anni fa in cui il protagonista era solito chiedere: “Allora? Qual è la tua risposta affermativa?”, anche io ti domando la stessa cosa. Ma tu mi hai già dato la conferma della tua decisione quando durante una tua intervista lo dici in poche parole:”sarà una passeggiata di qualche mese”.

Grazie Mattia, di cuore.

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