Mia figlia e l’ansia, come aiutarla? Help!

[vc_row][vc_column][vc_message style=”square” message_box_color=”black” icon_fontawesome=”fa fa-question-circle”]”Sono mamma di una ragazza di 13 anni che gioca a pallavolo in una squadra di buon livello e, prima di ogni partita, si lascia letteralmente “divorare dall’ ansia”. Ho provato a dirle di stare tranquilla e non preoccuparsi ma la situazione non cambia. Cosa posso fare per aiutarla?”[/vc_message][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]

Gentilissima,

l’ansia prima di una prestazione è un fenomeno molto diffuso tra i giovani sportivi (e non solo) e di cui non bisogna temerne. Ecco alcune indicazioni pratiche che potrebbero aiutarla:

  • Mai sminuire la difficoltà. Spesso, per cercare di contenere la preoccupazioni dei figli, si tende a usare frasi come “ma si dai….cosa vuoi che sia” oppure “non preoccuparti, è normale” o ancora “su fatti forza! Alla fine è una semplice partita”. In questo modo, i figli alla ricerca di sostegno, si percepiscono non compresi da una figura importante come quella del genitore e si sentono lasciati soli nella difficoltà per loro così importante ma non colta da chi gli sta attorno. Quindi meglio usare frasi come “posso immaginare che tu sia un po’ agitata, è normale essere un po’ in ansia prima di una partita, ma sono convinta che saprai gestirla al meglio”. La figlia, in questo modo, si sentirà maggiormente compresa e probabilmente si convincerà un po’ di più sulle sue capacità.
  • Aiutare a capirne le cause. Un aiuto che il genitore può dare sta nell’ accompagnare il figlio alla ricerca delle possibili cause di questi vissuti di ansia. Che cosa preoccupa così tanto? Di cosa ha paura? E’ questione di aspettative? C’è il timore di sbagliare? Il fatto di parlarne ed esplicitare ciò che genera timore può essere un primo passo per alleggerirlo.
  • Invitare al dialogo con l’allenatore. Un altro aiuto importante è quello di stimolare la figlia a parlare delle sue preoccupazioni con il tecnico di riferimento che, se è una persona competente e con il giusto grado di empatia, saprà sostenere l’atleta e rassicurarla. Parlarne con l’allenatore evita anche possibili incomprensioni sul comportamento mostrato dalla giocatrice in campo: spesso infatti le conseguenze dell’ansia pre partita vengono scambiate dai tecnici per mancanza di motivazione e disinteresse.
  • Invitare a contattare un esperto. Quando il vissuto ansioso è piuttosto elevato si corre il rischio di intaccare la motivazione e la passione per lo sport perché aumentano i vissuti negativi sul campo di gioco con ricadute sulle proprie convinzioni di capacità. Un lavoro con uno psicologo dello sport consente di comprendere le cause delle preoccupazioni, diventare più consapevoli del modo in cui l’ansia di manifesta e soprattutto acquisire strumenti pratici per gestirlo e proseguire l’esperienza sportiva con positività e benessere.

Se desideri contattare un nostro esperto, clicca qui. Fino al 2 ottobre vi è la possibilità di richiedere un colloquio gratuito con lo psicologo dello sport. Approfittane!

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